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C’era una volta..una volta non c’era.. (Il bicchiere..la bottiglia..e..)

 

Scritto..ideato..e pensato da njara  

 

     ….facciamo parlare le favole disse la tazzina di caffè adagiata annoiatamente sopra il tavolo da cucina…see le favole..ma come ci pensi rispose la teiera insaponata sino al collo…ma..ma tu non hai fantasia gridò a tutta voce il manico dell’ombrello che se ne stava tutto diritto e pomposo all’interno di un megaportaombrelli di acciaio cromato.Voci voci di corridoio..ecco cosa siete sussurrò la finestra lisciandosi le tende di pizzo..guardate me che sono una vera signora..e ispiratevi al mio stile..Ahahaha…al tuo stile..perché hai stile tu??!?! Ridacchiò la tazzina di caffè che nel frattempo si era posata sul piattino stile rococò…guarda guarda me dove sono..questo si che è stile..e con un sospiro si mise proprio al centro del piattino ereggendosi in tutta la sua magnificenza..Ahhhhh…e basta con tutto questo squinternare gridò la bottiglia di vino immersa dentro un fiasco di altri tempi…guardate qui..con tutto il vostro ciarlare mi avete rovinato la mia stola magica.E basta..mamma mia quanto siete chiacchieroni…volevo riposare un po’ ma con tutto il vostro ciarlare non riesco nemmeno a chiudere gli occhietti santi..Ahahahah perché tu avresti gli occhietti santi disse la teiera rivolta al bicchiere che qualcuno aveva lasciato rovesciato sulla mensola della cucina..Certo che li ho..perché tu non hai la bocca??! E se tu hai la bocca…io ho gli occhietti santi. D’improvviso un rumore..il silenzio scese nella stanza..due piedi si muovevano in tutta fretta..sciacquarono il bicchiere lo posero nello scolapiatti lindo e pulito..tolsero la bottiglia da dentro il fiasco di paglia..spolverarono rimisero in ordine tutto quel caos che c’era sino a pochi minuti prima..poi spalancarono la finestra e l’aria maldestra rovesciò un vaso pieno di fiori profumati. L’acqua inzaccherò il pavimento appena lavato..i piedi si misero a strillare come se fossero stati punti da un’aquila volata troppo in basso..poi gli stessi si chetarono presero lo straccio dei pavimenti raccolsero i fiori rimesero l’acqua nel vaso pulirono il disastro e tutto ritornò in ordine..allora e solo allora i piedi presero fiato e respiro..si guardarono intorno e con un sorriso di approvazione chiusero la porta dietro di se.  Avete visto cosa hanno combinato quei piedi disse     sottovoce la teiera agli altri membri della cucina.. Abbiamo visto abbiamo visto risposero in coro la finestra il fiasco la bottiglia la tazzina e anche i fiori..loro non sanno cosa si stanno perdendo proseguì il bicchiere appena lavato ancora splendente sullo scolapiatti lindo e pinto..Loro non sanno loro non sanno…disse il quadro appeso alla parete..ma in fondo noi che sappiamo querelò il dipinto dentro il quadro…sappiamo sappiamo proseguì a gran voce la tenda di pizzo della finestra…E cosa sappiamo saltellarono qua in la domandando i cucchiaini del servizio buono??! Sappiamo di saper parlare e loro non lo sanno perché che ne sanno due piedi che pensano solo a sistemare e a pulire del mondo che li circonda disse susseguioso il pane dentro la dispensa…e pensare che ne avremo di cose da raccontare loro se solo quei due piedi si  fermassero ad ascoltare le voci di un cuore pulito.. Ah no eh..non cominciamo a parlare di cuori e di altre storielle cosi perché proprio non ne posso più sbattè urlando il tovagliolo dentro il cassetto..cuore che cuore..noi parliamo e diciamo..a noi non serve un cuore per poter parlare..ci basta la bocca.. Shhhh statti zitto…disse la tovaglia piegandosi ai lati un pochino..se bastasse soltanto la bocca tu faresti meglio a tacere..certo che serve il cuore..e noi lo abbiamo..è vero siamo solo cose che gli umani adoperano per il loro piacere…ma sappiamo parlare e ascoltare..perché un cuore serve a questo..ad ascoltare parlare e perché no anche a cantare…e cosi dicendo prese ad intonare un motivetto che più o meno faceva cosi....siamo cose inutilmente utilizzate ma la gente ci prende in mano e si diverte..siamo cose siamo cose ma con un cuore di stoffa o di latta o di menta e siamo forti ed invincibili trallallero trallallààà…e cosi cantando la tovaglia chiuse il cassetto piano piano e si sistemò per la notte..una piccola mollica rimasta incastrata sulla stoffa le solleticò il pancino…il tovagliolo la vide e la spostò sul fondo..la tovaglia emise un respiro e con l’angolo di cotone abbracciò delicatamente il tovagliolo e con un sussurro chiuse gli occhi e si addormentò felice di possedere…un cuore!!!!