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PENSANDO A TE.. (anno 2007)
IL SORRISO DEL CUORE.. (anno 2008)
DONNA... PER SEMPRE.. (anno 2009)
SEMPLICEMENTE..UNA DONNA!!! (anno 2010-2011)
Omaggio alla festa della donna..ma soprattutto alle donne..di njara e da njara!!!!!
Questo è un omaggio che io voglio fare a questa festa datata dall’uomo come 8 marzo..
Ci saranno mimose per le strade e nei negozi..ci saranno auguri di rito e festeggiamenti vari..ecco io voglio fare qualcosa di diverso..di mimose qui non ce ne sono..ce ne saranno se vogliamo..ma solo se vogliamo..altrimenti ci sarà quello che vorremmo veramente..un fiore..una rosa..un giacinto..un dipinto..una poesia..un award..una tag..un pensiero..insomma tutto ciò che il cuore nostro desidera per questa festa che appartiene alle donne..ma anche agli uomini..quegli uomini che sono stanchi di vedere la donna derisa calpestata e festeggiata solo in questo giorno..e allora facciamo si che questo giorno duri per sempre e per un giorno in più di sempre..infatti questa pagina non chiuderà il 9 marzo ma resterà qui per sempre e per un giorno in più di sempre..per me donna..per voi amiche donne..per voi amici uomini che sapete cogliere quel sorriso che c’è in ogni vera donna e che vorreste vederlo in lei per sempre..e per un giorno in più di SEMPRE!!!
Se volete partecipare a questa festa che si chiama “SEMPLICEMENTE..UNA DONNA”..oltre che scrivermi all'indirizzo email che trovate a fondo pagina...prelevate il bannerino che trovate qui sotto e nella pagina chiamata "SEMPLICEMENTE..UNA DONNA"..inseritelo nei vostri siti..nei vostri blog..nelle vostre stanze..lincatelo al mio sito..e dite urlando a gran voce che state partecipando ad una festa che non terminerà mai..quella di njara e quella di tutti quelli che credono ancora che la donna non debba essere riconosciuta tale solo un giorno all’anno.
CONTINUATE AD INVIARE DONI SE VOLETE..NON CHIUDETE IL VOSTRO SORRISO DI DONNE..DI UOMINI..DI PERSONE DENTRO UNA DATA CHE UNA PERSONA HA VOLUTO COME RICORDO PER QUALCOSA CHE PURTROPPO è DIVENTATO SOLAMENTE UNA PRESA IN GIRO PER CHI CREDE DAVVERO CHE L'UOMO E LA DONNA NON FANNO DIFFERENZE ALCUNE QUANDO SONO REALMENTE..PERSONE!!!

E si conta..e si riconta...
scritta pensata sognata da njara
..e si conta e si riconta poi si conta ancora pensò la maestra guardando la
lavagna piena di numeri scarabocchiati..
e pensare che io ho sempre odiato la matematica pensò mettendosi seduta alla
cattedra di quella scuola di paese..
un paese sconosciuto ai più..un paese piccolino dall'altra parte del mondo..
eppure siamo in italia pensò prendendo il cancellino..
i compiti per l'indomani..ecco cos'erano tutti quei numeri che ancora
occhieggiavano dalla lavagna.
marisa cosi si chiamava la maestra la ripulì tutta..poi stanca pensò che a casa
non l'aspettava nessuno..e rimettendosi seduta si riposò un po'.
guardò tutti quei banchi messi in fila..le sedie piccoline i banchi piccolini e
le venne un sorriso strano..chissà cosa si prova ad essere dall'altra parte..
non se lo ricordava più molto bene..erano passati cosi tanti anni da quando
piccolina con un grembiule a scacchietti bianchi e rosa aveva attraversato
l'atrio della sua prima scuola..
ohh quante ne aveva cambiate di scuole..
suo padre militare praticamente una volta ogni due anni veniva trasferito..e lei
non faceva mai o quasi mai in tempo a scambiare o ad intrattenere una vera
amicizia.
si sedette sulla seggiolina li in prima fila..
il sedere le ci andava a stento...le gambe poi non ne parliamo..ma quella sedia
era comoda e scomoda nel contempo.
comoda per i suoi pensieri...scomoda per i suoi ricordi..
non si era mai sposata marisa..ed ora forse non era davvero più tempo di farlo..
epuure un grande amore lo aveva avuto anche lei..solo che non era mai stato
ricambiato cosi come avrebbe voluto lei.
ferdinando si chiamava..
chissà che fine avrà fatto pensò marisa alzandosi in piedi e dirigendosi verso
la finestra..
fuori era praticamente estate..pochi giorni e la scuola avrebbe chiuso i suoi
battenti per riaprirli mesi dopo..
e lei??
lei cosa avrebbe fatto durante i mesi estivi??
di andare in vacanza per l'ennesima volta da sola non se ne parlava proprio..
e allora cosa fare??
le prese uno scoramento al pensiero della sua esistenza..cosi solitaria..poi
però si fece coraggio ed uscì nel sole di maggio..
alcuni passanti la salutarono..tutti genitori di quei bambini ai quali lei
insegnava..l'italiano la matematica la storia la geografia..
li non c'era arrivato il progresso..li non c'erano maestre di sostegno o maestre
che l'accompagnavano durante l'anno..
li lei faceva tutto da sola..e di questo ne era stata felice all'inizio...ma
ora..ora rimpiangeva quella sua voglia di solitudine..ora avrebbe voluto avere
tanti amici o conoscenti con cui scambiare quattro chiacchiere e magari
andarsene a bere un caffè in compagnia.
entrò nel bar del paese..non l'aveva mai fatto da quando stava li...e pensare
che erano anni che marisa abitava in quel paese dimenticato da dio ma non
dall'uomo..
all'inizio molti avevano cercato di conoscerla..ma lei si era ritirata sempre
più nella sua solitudine..ed ora..ora rimpiangeva di non aver provato ad
instaurare un rapporto vero con i paesani.
una birra..
ecco cosa ordinò quel giorno marisa mentre si sedeva ad uno dei tavolini del
bar.
gli avventori la guardarono..
tutti la salutarono perchè tutti la conoscevano..e tutti non rimasero stupiti da
quel suo comportamento..
ecco la birra signora maestra.
ludovico?? quasi gridò marisa alzando gli occhi.
si signora maestra..vedo che si ricorda di me.
e come potrei dimenticarti?? eri il più monello della mia classe appena sono
arrivata qui..non sapevo che facevi il barista..e pensare che eri cosi bravo in
matematica..
non sono il barista signora maestra..sono il proprietario di questo bar..
tu..tu..
sembrava un telefono rotto in quel momento marisa.
perchè cosi stupita signora maestra??
lo ha appena detto lei che io ero molto bravo in matematica..ed ho saputo fare i
miei conti..
marisa abbassò il capo..era colpa sua..si colpa sua per non aver voluto di
proposito conoscere ed approfondire la conoscenza verso tutti gli abitanti di
quel luogo che l'aveva accolta con meraviglia ma anche con affetto..
ma lei dell'affetto aveva paura..e quando mai lo aveva ricevuto..e quel poco che
aveva ricevuto non l'aveva mai potuto gustare in pieno..
sempre spostata da una città all'altra..da un paese all'altro..
e quanto ne aveva sofferto la piccola marisa..senza però mai dirlo a nessuno.
e a chi lo potevo dire??
non si rese conto che quello non fu un pensiero ma una frase detta ad alta voce
che fece girare la testa a molti paesani.
dire cosa signora maestra??
che io...
ma non terminò la frase..prese il bicchiere di birra e ci affogò tutte le sue
lacrime..tutte tutte..non ne risparmiò nessuna..
aveva sessant'anni la signora marisa..sessant'anni portati benissimo anche se
lei non se ne curava poi molto..ma era una gran bella donna.
ludovico si mise seduto davanti a lei..
va tutto bene signora maestra??
si rispose affondando ancora il naso dentro il bicchiere.
ludovico fece per alzarsi..le era stata sempre simpatica quella signora cosi
magrolina cosi piccolina cosi rapidina e cosi antipatichina pensò sorridendo ai
nomignoli che lui e i suoi compagni davano alla signora maestra quando era
piccolino.
ma ora piccolino non lo era più..di anni ne erano passati molti e lui aveva
raggiunto la quarantina..
nessuna moglie lo attendeva a casa..ma un cane un figlio e quattro gatti si..
sa..mio figlio si chiama mario..disse dall'alto della sua statura..
si lo so disse marisa..gli ho fatto scuola io..
e..mi dispiace per tua moglie ludovico..davvero.
ohh sono passati ormai tanti anni signora maestra..
mi puoi chiamare marisa ludovico..non sono più la tua maestra..
dai siediti..raccontami di te..
e lui si sedette..ordinò al ragazzo altre due birre e si sedette di fronte alla
sua maestra di un tempo..
aveva ancora gli occhi lucidi marisa mentre chiacchierava con ludovico..poi
altre persone si avvicinarono..uomini..donne di quel paese dimenticato da dio ma
non dall'uomo..
uomini donne bambini ragazzi anziani e chissà cos'altro ancora conteneva quel
paese che marisa non aveva di proposito voluto conoscere..
già..chissà dico io mentre chiudo questa fola pensando a quante persone non si
vogliono conoscere per paura..per timore..o solo per vigliaccheria..anche se a
volte sembrano essere tutti amici..tutti conoscenti..tutti tutti..ma davvero non
si conoscono..perchè non si vogliono davvero conoscere..
che peccato però..non trovate anche voi??
...njara
questa è una storia antica ma quanto mai moderna..una storia che appartiene al mondo delle donne..donne giovani e meno giovani..donne donne donne per sempre e per un giorno in più di sempre.





Ci credevo..
ricordi e pensieri di njara
..ci credevo..ci ho creduto..pensavo che si
potesse..pensavo fosse colpa sua ed anche un po' colpa mia per non aver reagito
o saputo reagire a certi eventi o a certi suoi comportamenti..
li ho difesi..mi sono difesa nell'unico modo che conoscessi..che sapessi fare..
scappando..
si.. sono scappata da una realtà che non mi piaceva..da una persona da cui
volevo farmi amare ma che in realtà non mi amava nel modo che piaceva a me...
ci credevo..ci ho creduto.. pensavo si potesse..pensavo tante cose in quella
tiepida età di ragazza..poi le cose son cambiate..le persone son cresciute
lontano da me da tutti e da loro stessi..
ma le persone non cambiano..non ci sono traumi..ci sono solo tristezze e
caratteri..caratteri e tristezze mischiate a gioia ed allegria..
ci credevo..ci ho creduto penso mentre ripongo l'album dentro un
cassetto..attendendo un'alba ancora lontana..il cuore della notte inghiotte
tante cose...gli chiedo di prendere anche me...me che ci ho creduto..me che ha
sperato..me me ed ancora me..
ecco sto scappando ancora..i miei pensieri mi hanno protetto..i miei sogni mi
hanno salvato..i miei credo mi hanno tenuta prigioniera di un sogno..di un
pensiero mai avverato.
ci credevo..ci ho creduto..e mentre il ricordo si affievolisce il mio pensiero
va a quella ragazza bionda che appena sedicenne ha creduto che un gioco non si
spingesse mai troppo in la..
e pensare che un gioco si spinge anche molto oltre il pensiero comune di chi
pensa che un gioco sia solo un gioco e nulla più.
questo mio racconto..questo mio spezzone di vita è un omaggio a tutte quelle
vittime che innocenti si sono fidate di un gioco...
nessuno ha il diritto di giocare con la vita degli altri...nessuno nessuno
nessuno..
e che i colpevoli da oggi in poi..paghino.
oggi guardandomi indietro posso dire che nonostante tutto sono ancora qui a
parlare a ridere a scherzare a piangere a ricordare a vivere..a me in fondo è
andata bene..ci è voluta forza..coraggio..a volte incoscienza da parte mia..ma
sono ancora viva..lotto ancora è vero "grazie" ad una persona che ha giocato con
e sulla mia vita..ma ci sono ci sono..CI SONO.
ciao yara...e ciao a tutte le vittime innocenti.
..njara
questa è una storia antica ma quanto mai moderna..una storia che appartiene al mondo delle donne..donne giovani e meno giovani..donne donne donne per sempre e per un giorno in più di sempre.
L’iniziativa “SEMPLICEMENTE..UNA DONNA”..è di mia
esclusiva proprietà..non ritengo opportuno vedere questa mia iniziativa
spacciata per idee altrui in altri lidi..se troverò invece questo agirò per vie
le legali..nei confronti di chi ha voluto attribuirsene il merito.
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immagini o le loro gif mi scriva che io provvederò a toglierle..grazie per ciò che create..
per me sono fonte di gioia..mi auguro però di non
farvi
un torto prelevandole per inserirle accanto alle mie parole.
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