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testi - njara
grafica - michele

...si è vero..poteva scrivere..doveva scrivere..ma dietro quel pensiero antonella si fermò..era troppo precipitosa
come al solito..e di essere cosi precipitosi antonella era un po' stanca..voleva cambiare..voleva modificare
la sua vita ma sopratutto il suo comportamento..per cosa poi non lo sapeva nemmeno lei..ma antonella
insistè in quel pensiero fin quando non ricordò la sua malattia..i suoi giorni bui trascorsi dentro casa..
male dell'anima lo chiamavano..crisi di panico qualcuno aveva aggiunto..pasticche medicine psicoterapia
tutto per farla stare ancora più male..e di quel periodo antonella non voleva più ricordare..ma il pensiero a
volte fa strani giri..percorre strane strade..ed antonella si mise seduta pensando a quante volte aveva ascoltato
chi le diceva di fare in un modo o in un altro altrimenti non sarebbe stata meglio..non sarebbe guarita..
e quando si sta male cosi come era stata antonella si fa ciò che viene detto pur di star bene..
antonella lo aveva fatto..poi aveva smesso tutto..medicine pasticche e psicoterapia..ma ancora i ricordi restavano
purtroppo ben saldi dentro il suo cuore..ed antonella non ne poteva più di quei ricordi che sovrastavano
tutti gli altri ricordi che una mente umana possiede..
si alzò in fretta..inciampò..si avvicinò al lavello..prese un bicchiere d'acqua..se lo portò alle labbra ed iniziò
a bere quel liquido che le scivolò in gola facendola sentire meglio..poi prese il cappotto il berretto ed i guanti
attese la macchina della sua amica..e quando il clacson suonò pensò che lei certo non era la sua migliore
amica..forse amica non lo era per niente..ma le faceva comodo pensarlo ed averla li al suo fianco..
un senso di colpa un altro ed un altro ancora..non ci si comporta cosi antonella..la voce di sua madre le arrivò
sul fianco sinistro..antonella rimase in piedi con il cappello fra le mani..il clacson suonò di nuovo..poi pensò
che chi predica bene spesso razzola male..cosi come aveva fatto per una vita sua madre..
mi dispiace mamma..ma non ti seguo più..ma sai cosa mi dispiace di più mamma disse antonella ad alta voce
dentro la stanza mentre si infilava i guanti..che tu non mi abbia concesso di conoscere davvero mio padre..
e pensare che..
il pensiero si arrestò..il clacson suonò di nuovo..antonella spalancò la porta..scese le scale..aprì il portone
principale e con un sorriso salutò l'amica che somigliava tanto a sua madre..e mentre con un colpo di schiena
salì in macchina il suo cuore e la sua mente
salutarono suo padre..e sorrisero al cielo.
..njara
auguri
all'uomo...auguri alla donna..auguri ad un bambino che guarda
l'uomo..la donna..poi alza gli occhi al cielo e sorride a se.. (njara)