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...una nuova pagina che tenta di parlare del mondo degli adolescenti..quel mondo che a noi cosiddetti adulti sembra tanto lontano..come se non l'avessimo mai vissuto..come se non l'avessimo mai sperimentato.

una piccola pagina dedicata ai ragazzi..ma anche a noi..noi che ragazzi siamo stati ma  che purtroppo sembra ci siamo dimenticati di aver vissuto le loro stesse emozioni..le loro stesse paure..i loro stessi sentimenti..i giochi  le invidie le rabbie e tanto altro che ora..che oggi.. abbiamo messo da parte per non ricordare che siamo stati dei ragazzini spesso impauriti dalla vita e da chi ci viveva intorno con i loro ordini e loro regole..quegli stessi ordini quelle stesse regole che a noi non piacevano ma che facciamo subire oggi ai nostri ragazzi senza un motivo apparente..ma credo soltanto per sentirci..ADULTI!!!

 

                                                                                                         

 

 

    Alice..

 

Scritta pensata e ideata da njara

 

 

Ecco se l’era sempre immaginata cosi la sua prima cotta la sua prima avventura il suo primo ed unico amore..alice lo voleva cosi..come quell’immagine che sorridente la guardava da una pagina di internet..

Ecco arrivo papà rispose alla chiamata per il pranzo domenicale.

Uffa però proprio adesso che..

Alice che stai facendo??

La voce di suo padre rimbalzò dentro le pareti del cuore di alice che in tutta fretta tentò di nascondere ciò che stava facendo.

Di nuovo con internet?? Di nuovo in cerca di chissà cosa eh?? La rimproverò aspramente suo padre dall’alto del suo metro e novanta di longitudine ma di poca latitudine del cuore.

Non..ma io..

Che fai ora balbetti anche?? Dai muoviti vieni a pranzo è ora..e spegni quel maledetto coso..dovresti essere fuori al sole e non qui dentro chiusa fra quattro mura..e se ne andò sbattendo la porta dell’ingresso.

Ma non cosi forte..non cosi svelto perché alice udì le sue parole.

Era di nuovo collegata..tua figlia.

Rimarcò quel “tua figlia” in tono austero e riprovevole..sua madre non intervenne subito..silenzio..ecco cosa udì alice dall’alto del suo metro e cinquanta..silenzio..null’altro che silenzio.

Povera mamma pensò..è succube di quell’uomo..

Non proferì la parola padre..non pensò a lui come ad un papà amorevole e consenziente..pensò a lui come a “quell’uomo” cosa che in fondo era perché..

Aliceeee ti vuoi muovere o debbo venire di nuovo li??

Arrivo arrivo..uffa però che palle pensò quasi ad alta voce la ragazzina che di età ne aveva ben poca..solo quattordici anni..piccola per essere donna grande per essere ancora una bambina da accudire e vezzeggiare se mai qualcuno lo avesse fatto con lei.

Non mi piace il nome alice e con questo nome non troverò mai qualcuno che mi voglia bene..che si innamori di me come invece è capitato a valeria..lei si che ha un bel nome..e poi..è alta.

Ecco lo aveva detto incamminandosi verso la cucina..il suo cruccio maggiore era proprio l’altezza ed un viso coperto di piccoli grandi brufoli che lei chiamava con schifo.. “crateri”

Si specchiava poco ultimamente alice..era sempre presa dietro e dentro la paura di scoprirsi dei nuovi crateri in volto..ma non ne aveva poi cosi tanti..erano brufoli di gioventù che sarebbero scomparsi con il tempo della crescita..ma alice voleva che scomparissero subito..che non fossero mai nati..ma non era possibile compiere una magia come invece vedeva fare in quel suo telefilm preferito..”streghe” cosi si chiamava quel telefilm che la faceva sognare ogni qualvolta lo guardava.

Allora?? Hai spento il computer?? Ti sei ricordata di togliere tutte quelle prese dalla corrente centrale?? Insomma alice bisogna sempre dirti tutto accidenti a te..ehi monica versami ancora un po’ di sugo questa pasta sembra passata non cotta.

Brontolii..ordini..ecco quello che vedeva ed assoparava alice ogni giorno della sua vita..alzò lo sguardo verso sua madre che piegata stava versando del sugo nel piatto di suo padre.

Non è mio padre pensò alice mentre si scodellava un bel piatto di spaghetti al dente..rossi rossi come piacevano a lei..non può essere mio padre..lui è..

Non ti sembrano troppi signorinella?? Vuoi diventare tutta ciccia e brufoli?? L’apostrofò suo padre ridendo.

Più che un riso sembrava un ghigno ed alice lo prese per tale.

Non rispose..chinò il capo ed iniziò a mangiare ma lo stomaco si era chiuso improvvisamente come sempre capitava quando si metteva a tavola e c’era anche lui vicino a lei.

Vicino..mi viene da ridere pensò la ragazza scansando con la forchetta gli spaghetti che si stavano raffreddando a sua insaputa…quando mai mi è stato vicino quell’uomo..e giù a rigirare quegli spaghetti che ora odiava con tutte le sue forze..ecco adesso mi vien voglia di fare una magia..abracadabra anghirighirò e quest’uomo diventi un topo.

Ma l’uomo..ehm..cioè suo padre topo non diventò ed alice disperata pensò di piangere..ma si trattenne..perché con lei non funzionavano le magie che vedeva attuare in quel telefilm dallo strano nome di streghe??

Ehi alice..pensa a mangiare..non stare con la testa sempre dietro alle nuvole..si raffredda la pasta..non che sia buona..ma almeno hai del cibo sopra la tavola..se pensi..

Basta!!!!

Chi aveva urlato?? Chi??

Alice si riscosse si guardò intorno ma non vide ne udì chi aveva lanciato quell’urlo..tutto era come prima..come sempre..o no??

Come..come..??

BASTAAAAAAAAAA!!

Più forte..stavolta più forte..il piatto si rovesciò davanti a lei che stupefatta si accorse..

Alice prendi la tua roba..ce ne andiamo da questa casa..ora..subito..prima che rovini anche te…e tu non ti permettere di contraddirmi gualtiero perché accidenti se stavolta chiamo i carabinieri e ti faccio arrestare per molestie sessuali e violenza contro di me mi hai stancato stufato deluso fatto incazzare ma soprattutto mi hai usato e questo non lo sopporto più..vattene si vattene noi non ce ne andiamo da questa casa sei tu che te ne vai..ora subito e di corsa..

E nel dire tutte quelle parole alice vide sua madre prendere la scodella degli spaghetti e rovesciarla in testa a suo padre.

Un moto di risa le sgorgò dal cuore ma fu incapace di farlo arrivare alla bocca..una bocca la sua che si chiuse si apri e si richiuse di nuovo..ma che voleva dire sua madre con tutto quello che aveva detto??

Molestie sessuali?? Violenze?? Al solo pensiero ad alice si strinse lo stomaco ancora di più se fosse stato possibile ma vedere suo padre con quel piatto di spaghetti in testa che gli si rovesciavano sul viso fu più forte della morsa allo stomaco.

Ben ti sta papà..ben ti sta.

E dicendo questo si alzò velocemente dalla tavola per mettersi dietro le spalle di sua madre che tremava come una foglia sbattuta da un forte vento.

Mamma…mamma…

La spaventava vederla cosi..non l’aveva mai vista in quello stato..ed ora..ora che sarebbe successo??

Guardò il volto di suo padre che tentava di togliersi tutta quella roba di dosso e un senso di paura la colse improvvisa.

Si ricordò di quella volta che..poi le venne in mente anche un’altra volta che suo padre..

Tu non sei mio padre urlò con quanto fiato aveva in gola..io non ti voglio come padre ribattè pestando i piedi come una bambina piccola piccola.

Suo padre la guardò..non si era aspettato nulla di tutto ciò che era successo..per lui era una domenica come tante..come le altre che aveva sino a quel momento vissuto in quella casa..ora non capiva perché lo trattavano in quel modo..sua moglie..sua figlia..ah ma appena si fosse tolto di dosso quella roba allora si che..

Carabinieri!!!

Quella parola gli scivolò dentro la testa procurandogli un fragore mai udito prima..si fermò con la faccia sbigottita e con un senso di malessere che gli saliva dalle gambe al cervello.

Sua moglie avrebbe chiamato i carabinieri..

Eccola sua moglie..un donnino piccolo piccolo che non alzava mai la voce..piangeva spesso questo si e a lui davano cosi fastidio quelle lacrime tanto che un giorno le aveva impedito di piangere davanti a lui…lei non doveva più piangere..e nemmeno ridere e nemmeno parlare..doveva solo..e adesso voleva chiamare i carabinieri..per lui..per lui..per me!!!

Eccola la paura..sottile strisciante come un serpente in pieno agosto lo divorò in un attimo e la voce gli si fece flebile e giudiziosa..

Non dirai sul serio eh monica??

Mai stata più seria di cosi gualtiero te lo posso giurare.

Sbrigati voglio che tu te ne vada immediatamente o chiamo adesso i carabinieri.

Ancora..ancora quella parola..gualtiero non seppe dove guardare poi lo sguardo gli si posò su sua figlia..una piccola ragazzina tutta somigliante a sua madre nel fisico e forse anche nel carattere..un carattere in cui lui aveva giocato in modo subdolo ed ingannevole portando le due donne ad avere terrore di lui..e lui ne era stato fiero e tronfio di quella famiglia dove lui si sentiva il re indiscusso di un trono senza pari..ed ora?? Ora che sarebbe successo?? Dove sarebbe andato?? E loro?? Avrebbero preteso soldi da lui per mantenersi..no no mai  e poi mai..non avrebbe dato un centesimo bucato a quella famiglia che lo voleva fuori dalla sua casa.

Questa casa è mia. Urlò con quanto fiato aveva in gola togliendosi l’ultimo spaghetto dalla fronte.

Vattene..e nel dirlo monica corse al telefono.

No no buona che fai..me ne vado me ne vado..ma dove vado??

Piangeva quasi con quella sua voce stridula e lamentosa..molto diversa dal suo tono normale in cui affogava quelle due donne che lo avevano amato sino  a quel momento.

Non mi interessa dove vai..voglio che tu te ne vada..ora subito!!

Gualtiero si riscosse e pensò ad un suo amico che..

Ahh ma vi farò vedere io..non un centesimo vi darò..voglio proprio vedere cosa..

Pronto..carabinieri..sono la signora..

L’aveva fatto..lui aveva tentennato troppo e lei..

Ma che fai sei impazzita?? Gridò gettando la sedia per terra.

Venite subito..per favore..mio marito..mi ha sempre picchiata..e anche adesso..vi prego..venite.

La cornetta rimase in mano a monica che guardò suo marito con fare ostile e quasi arrogante..una lacrima le scese dalla voce mentre diceva..

Non avrei mai pensato che il sogno in cui credevo finisse cosi..ti ho amato tanto gualtiero..e forse ancora amore per te c’è dentro il mio cuore..ma mi hai fatto vivere per quindici anni nella paura e nei tormenti..e non dico di più perché alice deve sapere si tutto ciò che mi hai fatto..ma..non cosi..non cosi..cosi non comprenderebbe e le farei solo tanto male..lo stesso male che tu ci hai fatto per tutti questi anni.

Signora..signora è ancora li??

La voce un po’ attutita di un carabiniere usci come per magia dalla cornetta che monica teneva ancora in mano..

Si..si..sono ancora qui.

Arriviamo subito..lei non riagganci..una pattuglia arriverà immediatamente…dica a suo marito di non muoversi di li.

Tutto era successo in un’istante pensò alice che ancora era frastornata da tutto quel caos che era avvenuto..e pensare che le era sembrata una domenica come tante..una domenica in cui lei sognava il suo principe azzurro..una domenica in cui sua madre avrebbe cucinato per suo padre e per lei..una domenica in cui avrebbe ascoltato l’eterno brontolare di quell’uomo che in quel momento alice odiò con tutta se stessa.

Papà..ehi papà..guardami..

E affondò il viso nel piatto degli spaghetti ancora sulla tavola.

Poi gli si mise difronte..lei alta un metro e cinquanta circa..lui un metro e novanta e forse di più.

Chi è più alto adesso eh papà??

Chi è più alto??

Dimmelo..dimmelo..hai capito..dimmelo!!!!

E gli piantò un calcio negli stinchi mettendosi a piangere disperata.

Quanto ti ho voluto bene..e quanta paura ho avuto sempre di te..tu non sei mio padre..tu..non sarai mai più mio padre.

 

..ecco la storia è finita..terminata dentro un secchio per bucato..cosi sembrerebbe cosi è e cosi forse e senza forse capita in molte famiglie italiane e no..famiglie che di famiglia hanno soltanto il nome ma non il ruolo fondamentale che dovrebbe avere una famiglia.

Figli si nasce non si diventa..cosi come si nasce persone e non ci si diventa andando avanti nella vita..questo è solo un piccolo racconto dedicato ai figli adolescenti..figli che vorrebbero avere accanto persone che sappiano amarli comprenderli..e non persone che dettano loro solo regole e avanzi di piatti andati a male..

..ecco la storia è finita..terminata..ma magari lo fosse terminata intendo..perché purtroppo queste cose queste storie non termineranno mai se le persone distinguono da se stesse ruoli che non appartengono di nessun diritto a nessuno di noi..

genitori..figli..parenti ed amici..spesso sono ruoli mascherati da..persone!!!!

 

 

 

                                                                                 ..njara