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gif di natale     shhh..è natale!!           

                                                                                                                                                                    

          c'era una volta..babbo natale

 

scritta..pensata..ideata da njara

                                

 Lui sapeva di non esistere..lui sapeva molte cose che gli umani non conoscevano..ma lui sapeva anche che gli umani perlomeno i bambini umani credevano in lui.
Era solo una leggenda..una fola che si racconta davanti al camino quando è inverno e magari la neve scende a fiotti..
Ma lui sapeva di esistere non quanto come fola o come leggenda..lui sapeva di esistere quanto realtà poco consumata e chiacchierata.
Si chiamava babbo natale..in italiano naturalmente..in altre lingue era inutile ora pensarlo perché in quel momento babbo natale si rivolgeva con il pensiero a tutti gli italiani..a quegli italiani che con il passare del tempo non preparavano più per lui aranci ed arancini..ma tenevano aperto l’albero per far vedere ai loro figli che babbo natale sarebbe passato..
Per illuderli insomma..
Ma lui non era un illusione e di questo babbo natale era ben conscio..ma come spiegarlo a quei milioni di umani che erano stati si bambini tanto e tanto tempo fa..ma che con il tempo erano cresciuti..(si fa per dire) ed in lui avevano preferito non credere più..
Magari con un’alzata di spalle..magari facendo un sorriso buffo ricordando quei tempi in cui lesti lesti se ne andavano a letto attendendo l’indomani e con lui i doni di babbo natale.
Ohhh diavolo lo sappiamo tutti che i doni sono di mamma e papà penso dario ricordando i tempi in cui lui aveva creduto in babbo natale..e che delusione era stata scoprire che quell’omone grosso grosso non esisteva se non nella leggenda che gli raccontavano sempre..
Ma mica gli dicevano che era una leggenda..no no..gli dicevano che babbo natale c’era punto e a capo.
Un frugoletto di dieci anni gli si inginocchiò accanto..era suo figlio francesco..un bambino che non era nato normale come si dice..ma che inconsapevolmente e meno aveva quella che tutti chiamano la sindrome di down.
Dario lo guardò...guardò i suoi occhi scuri..guardo le sue mani bianchiccie e sudaticce..guardò i suoi muscoli..guardò le sue spalle che senza respiro andavano su e giù dietro e dentro il suo stesso sospiro di vita.
Lui sapeva di non amarlo..sapeva..
Babbo natale aprì l’ennesima lettera..chiamò i suoi folletti e ordinò loro di costruire in fretta in fretta un trenino..ma non un trenino moderno di quelli che corrono sulle rotaie quando c’è posto..ma uno di quei trenini di legno poco pitturati..uno di quei trenini che non camminano se tu non lo spingi a mano..uno di quei trenini che non si fanno più perché è una perdita di tempo di denaro e di ascolto.
Papà..
Ma papà non rispose..era morto..accidenti papà era morto davvero..stavolta non aveva fatto finta come quando piccola e bambina chiedeva al suo papà di fare “il moruto” che si sarebbe poi “riviviato” con un suo bacio..no stavolta il suo papà nonostante i mille baci che gli stava dando non si svegliava proprio..
Pianse eleonora..pianse tutte le sue lacrime abbracciata a quel corpo inerme dentro una saletta d’ospedale in cui sua madre non era voluta venire..
Lo sapeva eleonora..lo sapeva benissimo che si erano lasciati tanto e tanto tempo fa..ma accidenti poteva stare vicino a lei però..non lo doveva fare per lui..lo doveva a lei.
Ma un singhiozzo la riscosse da quei pensieri un po’ troppo malandrini ed incerti..si voltò..no non era sua madre..era suo fratello giorgio..un ragazzone più piccolo di lei..di quasi sei anni..no sette si disse..giorgio ha sette anni meno di me vero papà?? E tu lo hai sempre amato più di me..vero papà?
Un singhiozzo le si produsse in gola ma lo ricacciò indietro con rabbia e malia.
Che vuoi qui?? Disse a suo fratello giorgio che era rimasto accanto alla porta.
Era anche mio padre eleonora..
Ma tu..
Ma io cosa??
No niente niente..e si rituffò con la memoria nei ricordi..e ricordò ricordò e ricordò eleonora mentre vedeva con l’occhio dello sguardo suo fratello avvicinarsi a suo padre.
Si è invecchiato..è diventato vecchio..sussurrò suo fratello
Perché non lo sapevi?? 
No..è tanto che non lo vedo..sono anni e anni che non gli rivolgevo più la parola..che non avevo nessun tipo di contatto con lui.
Per via della mamma vero??
Diciamo cosi..ma anche per via mia..non solo della mamma.
Tu l’hai sempre difesa..hai sempre preso le sue parti.
Non quanto avrei voluto..non quanto lei desiderasse che io facessi.
Silenzio..un silenzio sepolcrale avvolse quel luogo in cui due fratelli che si detestavano rimanevano fissi ed inermi presso un corpo che in vita non aveva amato nessuno dei due..ma questo loro lo ignoravano del tutto.
Uno scalpiccio di passi e giacomo si presentò alla porta della stanza della mamma..una mamma sottile la sua..una mamma in cui il calore mancava tantissimo.
Questo giacomo lo avvertiva ma non sapeva come dirglielo..e non sapeva assolutamente se era giusto o no dirglielo..se le sensazioni che lui provava in sua presenza erano esatte oppure no.
Che vuoi giacomo?? Ho fretta non lo vedi?? Eppure lo sai che debbo presenziare a quel concerto..ahh se non ci fossi io in questa casa..tuo padre pensa solo al lavoro..a guadagnare soldi..a fare il boss come dice lui..
Ed intanto che lo diceva terminava di truccarsi di vestirsi di agghindarsi.
Era bella la sua mamma..molto bella..un’attrice nota a tutti..persino a se stessa..persino in casa recitava recitava..recitava sempre.
Giacomo si scostò dalla porta..fra poco sarebbe stato natale e lui aveva scritto la sua letterina di natale..ma non l’aveva consegnata a nessuno..sapeva dall’alto dei suo tredici anni che babbo natale non esisteva..sapeva dall’alto dei suoi tredici anni che babbo natale erano in realtà i suoi genitori che gli procuravano denaro notorietà e fama.
Presto presto elfo..preparami subito una slitta di doni..si dai che hai capito..una di quelle slitte piene di pacchi pacchetti e pacchettini..una di quelle slitte in cui nessuno crede più.
E l’elfo in fretta in fretta sparì nel laboratorio andando a comandare altri elfi per la richiesta di babbo natale.
Era triste quell’elfo..triste e un po’ arrabbiato..avrebbe voluto lui fare il babbo natale della situazione e comandare sempre gli altri a fare qualcosa che avrebbe potuto fare anche lui..
Ma un suono produsse un rumore sinistro..quel pensiero aveva prodotto una neve giallastra che produsse altra neve giallastra andando ad inquinare il mondo già incerto di babbo natale.
L’elfo non se ne preoccupò..ma babbo natale si.
Perché non capivano che il suo modo di essere… di fare.. era quello di preoccuparsi che il mondo non terminasse dentro un negozio di giocattoli sin troppo venduti..perché quel folletto non capiva tutte le sue preoccupazioni??
Forse gliene doveva parlare..forse..ma solo..forse!!!
Ma babbo natale non gliene parlò e la neve si ricolorò di bianco sudore d’ospedale..oddio no pensò flaminia mentre guardava ciò che aveva scritto..
Ma che bianco sudore d’ospedale?? che dico?? Che scrivo??
E riprese la penna in mano..poi la scostò e guardò la tastiera piena di polvere di sigarette fumate..ci soffiò sopra ed un nugolo di polverina magica la investì..
E allora sognò flaminia..sognò e si addormentò.
Era la prima volta che le capitava di addormentarsi dietro e dentro uno scritto..era la prima volta che sognava valli e fiumi incantati..di solito i suoi sogni erano incubi e poco colorati..di solito i suoi sogni era meglio non raccontarli a nessuno.
Dai mamma vieni gridò il bimbo rivolto a sua madre assente.
Dai mamma son qui disse la bambina mentre si stropicciava il vestito troppo colorato..
È mezzanotte ed inizia adesso la mia vita..quella che gli altri chiamano.. “la vita” pensò francesca mentre addobbava l’albero di natale in mezzo alla strada..
Una strada maestra la sua..una strada piena di curve e di pericoli..ma tant’è che era una strada in cui lei aveva navigato anni e anni dietro e dentro un mestiere incerto..quello di..
Non si dice quella parola eugenio gridò il papà dall’alto della sua superiorità.
Ma papààà..tutti lo dicono..tutti dicono puttana..anche mia sorella lo dice..perché non sgridi anche lei??
Perché non l’ho mai sentita..
Ma davvero tua sorella dice puttana??
Si si..disse giovanni mentre salutava sua madre sulla porta.
Si certo mamma..come dici tu..come vuoi tu..sempre e solo come vuoi tu..e nel dirlo sprofondò in un inchino senza senso.
Ahaha tu mi farai morir dal ridere un giorno o l’altro giovanni..come sei buffo figlio mio..come sei buffo.
È vero sono buffo pensò giovanni chiudendo la porta..da grande farò il comico decise in un momento mentre una lacrima gli scivolava lungo la guancia.
Non la raccolse quella lacrima susanna ma la tenne dentro di se come un regalo prezioso.
Nemmeno babbo natale raccolse quella lacrima che produsse nel suo cielo un arcobaleno invitante..
Era stanco babbo natale..amareggiato..voleva porre fine a quella miscredenza nei suoi confronti da parte dei “grandi umani” voleva tappar loro la bocca e far vedere loro che lui esisteva..che babbo natale era nel cuore di chi gli voleva bene da sempre e per sempre..
Forse non sarebbe stato vestito di rosso..forse non avrebbe avuto nemmeno la barba..e forse era magro come un chiodino…chissà come sarebbe stato babbo natale per ognuno??
Già..chissà..
Arriva mamma arriva..
Chi arriva simona??
Ma babbo natale mamma..dai andiamo a dormire altrimenti se ci vede alzate non si ferma.
Giulia guardò sua figlia..occhi grandi..mani piccole e dolci…mani che sapevano accarezzare l’aria all’infinito..
Guardò gli aranci lasciati sotto l’albero..il bicchiere di latte..la torta al formaggio che lei stessa aveva preparato in occasione dell’arrivo di babbo natale..chissà se gli sarebbe piaciuta??E con un sospiro rimembrante sollevò di peso sua figlia..
Vieni..andiamo a letto..altrimenti babbo natale non si ferma da noi.
Simona abbracciò il collo di sua madre stretto stretto..affondò il viso sulla sua spalla e con un sospiro si addormentò mentre babbo natale scendeva dal cielo..si posava leggero sulla loro finestra guardando quella scena che sapeva solo d’amore e di niente altro..
Allora esisto..allora mi credono vivo..allora..
C’era una volta babbo natale..
C’era una volta babbo natale..
Ed oggi..ANCORA C’è!!!!

   ..njara

 

                                   

 

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testi : njara

                             

 

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