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..ci vuole coraggio..ci vuole passione..ci vuole tutto un mondo personale per far si che uno scritto possa comparire anche fra le semplici pieghe di un internet a volte estraneo al nostro mondo..

questa è fata chiara..una ragazza..una persona..che ha voluto dimostrare a se stessa e forse al mondo che vivere non è sempre facile come ci si vuole far credere..che un semplice vivere spesso viene ostacolato dai mass media..ma a volte anche da chi ci vive accanto..

una persona..una semplice ragazza..fata chiara!!!

 

"Ad un fiore"

scritta da fata chiara

Eri un attraente bocciolo,
gli uomini ti guardavano incantati;
desideravano possederti durante la notte
ed avere la grazia di un tuo bacio all’alba.

Sei fiorita
e, credendoti matura,
sposasti l’unico uomo inadatto per te.

Non vedendomi in piazza,
pensavi che avevo rinunciato a cercare l’amore.
E dicevi:
“Povera zitella!”

Invece no!
Mentre la perfidia ed il peccato di lussuria
distruggevano il tuo matrimonio,
io ho sposato l’amico del tuo adorato fratello;
l’unico che mi amava da diversi anni.

Oggi,
con lui al mio fianco e mia figlia al petto,
ti guardo,
fiore ormai appassito
mentre passeggi triste a braccetto con tuo fratello
perché nessun uomo ti dona un suo sorriso
come quando eri un bocciolo.

 

                                                              

 

"IL braille"

 

di fata chiara



I miei amici fabbricano stelle
con tavolette e punteruoli;
poi le mettono in cielo
ed io le tocco posando solo i polpastrelli sui loro dorsi

Se chiudo gli occhi,
mi parlano:
a volte dicono una parola,
a volte una frase.

Ma devo usare solo i polpastrelli per sentirle,
altrimenti si arrabbiano, si nascondono
e non mi parlano.

Prima di conoscere i miei amici,
non sapevo che si potessero fabbricare per il cielo
tante stelle che parlano 
già al più piccolo tocco di polpastrello

 

 

 

      "Per la lussuria"

di fata chiara



La tua Penelope ogni notte si siede in riva al mare.
Con le cosce al vento ed i piedi immersi nell’acqua,
fissa l’orizzonte pieno di stelle.
E’ dallo scorso ferragosto che ti aspetta così,
ed ormai è già autunno.

Nella freddezza della tua città,
godi tra lenzuola di lino su corpi di donne sconosciute,
che con il sorgere del sole escono dalla tua casa,
senza ricordarsi il tuo nome.
Una di loro una domenica mattina chiuse la porta con villania,
ma tu non la sentisti, perché l’avevi già dimenticata.
Vicini incuriositi si affacciarono alle porte,
aspettarono che tu uscissi per chiederti chi fosse,
fingendosi spaventati dal rumore.
E tu, ridendo, non detti alcuna risposta.

Per la lussuria,
rifiutasti l’amore.
Perché non lo dichiari alla tua Penelope?
Ogni giorno la inganni,
ed io soffro per non poterle dire che stai viaggiando su altri lidi,
e che non andrai più nel suo.

 

 

 

 

 

"Fata Borsellina"

di fata chiara


C’era una volta un principe di un paese lontano che teneva i soldi dei suoi sudditi in tanti borselli.
Quando i sudditi aumentarono, decise di prendere un borsello nuovo.
Il borsello nuovo era più grande e più bello, ma non si chiudeva.
I cavalieri provarono con spade e lance, le dame provarono con le punte dei loro gioielli, i servi provarono con le punte dei coltelli, ma il borsello non si chiudeva.
Il principe si chiuse nella sua stanza, si sdraiò sul letto abbracciando il borsello e si mise a piangere chiedendosi:
“E adesso come faccio a chiudere il borsello? Perché quando era vuoto si apriva e chiudeva ed ora che ci sono tutti i soldi dei miei nuovi sudditi non si chiude?”
Apparve un elfo davanti a lui e gli disse:
“Principe, abbiamo sentito il tuo pianto e siamo venuti ad aiutarti.”
Il principe, che nel frattempo si era addormentato, si svegliò e spaventato chiese all’elfo:
“E tu chi sei?”
“Sono l’elfo Crisantemo. Vieni giù, ci sono i miei amici che ti aspettano.”
Il principe scese nel cortile del castello e vide tanti elfi maschi e femmine tutti con i loro cavalli.
Per chiudere il borsello, utilizzarono le loro chiavi e le punte dei loro gioielli. Ma non riuscirono. Allora utilizzarono gli zoccoli dei cavalli. Ma nemmeno con essi riuscirono.
L’elfo Crisantemo abbracciò il principe e sussurrò in un orecchio:
“Ci dispiace!” e poi salirono sui loro cavalli e si diressero verso le montagne.
Mentre il principe li guardava allontanarsi, ascoltava i loro pianti e disse tra sé e sé:
“Non devono piangere perché almeno hanno provato.”
Gli elfi erano già spariti tra gli alberi quando il principe notò un cavallo in corsa. 
Era l’elfo Crisantemo che tornava indietro.
Si fermò davanti al principe e gli disse:
“Principe, vai nel bosco. Gli gnomi vogliono aiutarti. Ti aspettano sulla riva del torrente.”
Si girò e di corsa raggiunse i suoi amici.
Il principe entrò nel bosco e si sedette sulla riva del torrente.
Arrivò uno gnomo e gli disse:
“Principe, sono lo gnomo del torrente. Mi chiamano Torrentino. Posso provare a chiudere il tuo borsello?”
Il principe gli diede il borsello e lo gnomo del torrente provò a chiuderlo con i sassolini del fondo del torrente, ma non riuscì.
Arrivarono gli gnomi del bosco con i semi di tutti i frutti e dissero allo gnomo del torrente:
“Fa provare noi! Fa provare noi!”
E lo gnomo del torrente rispose:
“Va bene, provate voi con i semi dei frutti.”
Provarono tutti insieme, ma il borsello non si chiuse.
La regina degli gnomi chiese a tutti:
“Proviamo a chiamare Fata Borsellina?”
E tutti esclamarono:
“Sì! Lei ha sempre la chiave!”
La regina degli gnomi disse al principe:
“Principe, Fata Borsellina vive vicino alla cascata. Torrentino mi accompagnerà con la sua barchetta. Vedrai che lei riuscirà a chiudere il tuo borsello. Io sono la regina degli gnomi. Piacere di conoscerti.”
“Piacere mio, Sua Maestà.”
Il principe guardava lo gnomo del torrente e la regina degli gnomi allontanarsi sulla loro barchetta di legno con una piccola foglia che faceva da vela.
Uno gnomo saltò su un ginocchio del principe e gli disse:
“Non essere triste. Vedrai che torneranno con Fata Borsellina. Io sono gnomo Tulipano. Sono il più vecchio e conosco Fata Borsellina da tanto tempo.”
Il principe si girò e gli chiese:
“Mi parli di lei?”
“E’ bellissima! Ha i capelli biondi ed un vestito bianco pieno di tasche. In ogni tasca ha una chiave e ce n’è una per ogni borsello.”
“Quindi ha anche la chiave del mio borsello.”
“Ma certo! E vedrai che lo chiuderà.”
Un altro gnomo urlò:
“Guardate! Fata Borsellina sta arrivando!”
Tutti la guardarono scendere dal cielo sbattendo le ali. 
Posò a terra gli gnomi con la loro barchetta ed andò dal principe sorridendo.
Il principe si alzò in piedi e si inchinò. Ma lei non gli porse la mano e prese subito il suo borsello.
Lo guardò, ed iniziò a cercare nelle sue tasche la chiave che lo chiudeva.
Quando la trovò, chiuse il borsello e disse al principe:
“Ecco principe. Il tuo borsello è chiuso ed i soldi dei tuoi sudditi sono al sicuro. Nella tasca destra della tua giacca troverai una copia della chiave che apre il tuo borsello. Non devi perderla finché avrai questo borsello.”
“Fata Borsellina, non so davvero come ringraziarti.”
“Ho fatto il mio dovere di fata delle borse e dei borselli.”
“Posso avere l’onore di invitarti nel mio castello per una cena? Manderò un cavallo a prenderti alla cascata.”
La fata, senza rispondere, spiccò il volo e si diresse verso la cascata.
Il principe frugò nella tasca e tirò fuori la chiave del borsello. Sorrise ed esclamò:
“Fata Borsellina ha messo sul serio la copia della chiave del borsello nella mia tasca!”
Gli gnomi risero e corsero nelle loro case tra i cespugli.
Il principe, soddisfatto, tornò nel suo castello e tutti vissero felici e contenti.

 

 

 

 

  ..questo è solo un assaggio di ciò che fata chiara pensa e crea..se volete conoscerla un po' meglio cliccate sul bannerino qui sotto..e vi troverete nel suo..mondo!!

 

 

ciao fata chiara..grazie per essere stata con noi.

 

 

..njara

 

 

si intende che tutto ciò che è scritto in questa pagina..poesie e la favola sono di proprietà esclusiva di fata chiara.