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                                                                                        filo diretto con njara

                                                 

       

         ..frammenti di vita..frammenti di pensieri..frammenti di momenti che spesso ho messo su carta prima 

e su pagine di internet poi...ho la passione del sorriso..ho passione per il cuore umano..ho passione per tante cose che appartengono alla 

fantasia del cuore..mi piace poter esprimere i miei pensieri..ciò che sono attraverso attimi di pensieri e di fantasia...ne ho scritte 

tante di cose in questi ultimi quattordici anni..già proprio cosi...prima non scrivevo..o perlomeno pensavo di non saperlo fare..ma va 

da se che quando si ascolta troppo gli altri si finisce poi per reprimere ciò che siamo in realtà e ciò che possiamo costruire di noi e 

con noi strada facendo...ma il passato come piace dire a me è una pentola che se messa sul gas troppo spesso rischia di bruciarne 

il contenuto...quindi meglio guardare a ciò che sono oggi..a ciò che mi piace fare creare dipingere e parolare..ed ecco che 

metto qui dei pensieri e delle immagini che appartengono al mio mondo di fantasia reale come piace chiamarlo a me..il mondo 

di un sorriso..il mondo di un abbraccio..il mondo colorato di un cuore scevro da ogni singola malignità..il mondo di njara punto e a capo!!!

 

 

 

                                                                              

 

 

 

 

     Una grande donna..

 

Scritto e ideato da njara  per un'amica che non ce l'ha fatta..

 


Mi hanno detto se n’è andata. Cosi in silenzio. Senza far troppo rumore. Come la prima volta... ma la prima volta non se ne voleva andare. Forse neanche adesso.
Ma nessuno l’ha mai ascoltata. Nessuno si è preso la briga di prenderle il cuore, pulirlo e aiutarla a parlare. A raccontarsi. A dirsi ciò che il cuore voleva sentirsi dire.
Nessuno.
Una madre stanca e quanto mai pia. Una donna devota alla famiglia. Una donna che non doveva nemmeno nascere.
“Ho lasciato il lavoro, per stare accanto a mia figlia. Lei lavora, e ha bisogno d’aiuto... ho fatto tanto per lei. Ma sono felice di questo...”
queste parole mi girano dentro il cervello, come una specie di ruota panoramica. Io salgo, salgo, seduta sul bordo del seggiolino, e dall’alto vedo lo squallore di quelle insane parole...
“Mia figlia finirà in manicomio, se continua a bere... pensare che aveva una carriera assicurata. Un futuro accanto ad un marito che l’amava. Un figlio... mi ha deluso.”
Ecco la donna pia. Ecco la donna devota alla famiglia. Ecco la madre santa.
Una madre che non ha alzato un dito per aiutare sua figlia. Ma l’ha lasciata scorrere sulla china dell’alcool, dell’abbruttimento, senza far nulla, se non dire che sua figlia l’ha delusa.
Forse prova vergogna quella donna. Prova vergogna ad avere una figlia che beve. Una figlia che del suo mestiere, ne ha fatto carta straccia da gettare dentro un tombino che sapeva di naftalina... e solo per...povera Lucia. Povera ragazza di quarant’anni...
io l’ho conosciuta quando stava bene...
ma sarà poi mai stata bene? O soffriva di un amore che non c’era? E i suoi sorrisi, le sue lacrime poco versate, erano li per dirti che voleva una carezza sincera, un sorriso bagnato d’amore per lei. Solo per lei. Per una volta, soltanto per lei.
Ha tentato il suicidio quattro anni fa... si è infilata un sacchetto in testa, e lo ha chiuso...
l’ha fatto il giorno di Pasqua. Strano giorno per cercare la morte. Strano giorno per morire.
È un giorno di resurrezione... e forse l’ha fatto proprio per questo. Per risorgere. Per cercare aiuto. Per dire alla sua famiglia: “io ci sono. Sono qui. Aiutatemi.”
Ma nessuno l’ha ascoltata. Hanno chiamato l’ambulanza. L’hanno delegata ai medici, e loro quatti quatti, se ne sono andati a piangere in qualche chiesa sconsacrata. O forse troppo pia e bigotta.
Io li ho visti i giorni appressi. Madre e genero. Facce lunghe e vergognose. Facce lunghe e tristi... oh dio come erano tristi... 
ma loro tristezza bisognava leggerla per ciò che era. Vergogna. 
Li aveva fatti vergognare di lei. 
Erano le povere vittime, di una donna malata di mente.
Non è vero.
Erano i carnefici di una donna, che con un sorriso, una lacrima, chiedeva affetto.
È morta stamane.
Una scarpa in mezzo alla strada. Una lattina di birra scivolata accanto al marciapiede.
La sigaretta ancora fra le dita...
si era spenta quella sigaretta... cosi come si era spenta lei tanti anni fa.
Addio Lucia. Sei stata una grande donna. E lo griderò a tutti, che tu sei stata capace di vivere finchè hai potuto. Quando non ce l’hai fatta più hai chiesto aiuto. Ma nessuno ti ha ascoltato, in questo mondo dove gli orologi corrono troppo in fretta, per fermare le loro lancette davanti ad una persona.
Hai amato tuo figlio, anche a costo di te stessa. Poi quando hai visto che lui diventava come loro, non ce l’hai fatta più e ti sei arresa.
Mi dispiace Lucia. Per te. Per me. Per quelle donne che cercano di vivere, in un mondo che la sua strada di umanità ha perso da troppo tempo.
E mi spiace che quel che rimane di te, è una scarpa, una lattina di birra, e una sigaretta spenta.
Troppo poco per la donna che sei.

..njara

                                                          

                                                                                  

 

                                                                                 

 

 

 

 

                     

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...alcune immagini o gif di questo sito sono state prelevate dal web..se i legittimi proprietari non 

desiderano che io metta le loro 

immagini o le loro gif mi scriva che io provvederò a toglierle..grazie per ciò che create..

per me sono fonte di gioia..mi auguro però di non 

farvi un torto prelevandole per inserirle accanto alle mie parole.


testi : njara

 


 

                                                                                                

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                             

 


                                                            

                                                                                                   

 

 

                                                                                                                         

                                                         

 

 

 

                             

                                                                         

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