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...ed ora dovrei..ma no forse ora dovrei fare..no no non ci siamo ancora..njara racconta maria antonietta o viceversa non so..perchè in fondo e senza in fondo njara e maria antonietta sono la stessa persona..una persona che...ussignur njara cara non vorrai certo metterti a raccontare la nostra vita..no no..non ci siamo proprio..questa è una giostra amica mia..quindi non siamo qui ne per intristirci..ne per intristire il gentile pubblico paga..ops..no qui non si paga..e che diavolo non facciamo pagare nessuno per farsi un giro di giostra..stai a vedere che facciamo pagare noi stesse...dai dai cominciamo..è solo una piccola presentazione non di quadri..no questo no..e chi sa pitturare...e nemmeno di grafica perchè di graficare..bhè si pasticcio un po' ma non mi ritengo all'altezza di tante persone grafiche che mi fanno un'invidia..ma un'invidia..va bhè..avrò anche io un talento..forse...ma si dai che ho anche io un talento..anzi io e te abbiamo un talento comune ed unico..quello di saper giocare con le parole..e ci sappiamo fare amica mia..già già..ci sappiamo proprio proprio..fare..e allora che aspettiamo..iniziamo no?!?!

ah..vuoi un caffè finchè aspettiamo che questa giostra si fermi e ci faccia salire??

mi è venuto un mal di testa...ehiii giostraioooo...facci salire dai dai..un unico biglietto però mi raccomando..siamo in due...ma..in fondo e senza in fondo..sono una persona..sola!!!!

                               

 

 

 

       INCOMUNICABILITA'!!!!!!

....parlarsi capirsi ascoltarsi sembra sempre diventato più difficile....più raro..meno ambiente per noi uomini e donne moderne che andiamo cosi inevitabilmente di corsa....il lavoro i figli la società che ci vuole tutti vestiti in un certo modo con certi comportamenti a modo...insomma parlarsi comunicare capirsi ascoltarsi sembrano cose appartenute solo ad un ieri...ma le cose non stanno così...ieri come oggi la comunicazione verbale o gestuale sembra un tesoro mai scoperto....ieri come oggi non c'era tempo ne modo ne voglia di instaurare un dialogo con chi era vicino a noi e anche con chi casualmente incontravi per strada...oh si c'erano i saluti le comarate ma mai un dialogo vero sincero reale e anche perchè no discorsivo ed allegro...di allegria in passato che io mi ricordi ce n'era ben poca....si era tutti presi soprattutto i grandi a costruire ciò che un qualcuno con bombe ed artificieri aveva distrutto..quindi il tempo il modo la voglia di affacciarsi al mondo del dialogo non esisteva proprio...poi è nata la televisione padrona indiscussa di milioni di case....e da li lo sfacelo della comunicabilità.....ma non ci siamo fermati alla televisione..siamo andati avanti..e per avanti intendo la luna il sole marte e le stelle...e noi uomini e donne sulla terra sempre più lontani...sempre più alla rincorsa di un potere effimero quale potrebbe essere la distruzione di un rapporto qualsiasi che riuscivamo ad instaurare..
....incomunicabilità ho intitolato questo mio discorso stamane...a volte capita anche fra noi che dialoghiamo qui dentro di non riuscire a stabilire un rapporto di comunicabilità...fraintendimenti...corsa all'affanno di scrivere un post di più degli altri...rincorsa alla competizione di dare una risposta giusta a qualche indovinello o quiz...ma comunicare...dire un proprio stato d'animo...o soltanto un gioco fatto in compagnia sembra diventare sempre più raro...un'araba fenice che sembra nn trovare mai il suo nido...a me piace comunicare...come dicevo ad una mia amica ieri al telefono... mi piace molto ascoltare i racconti le vite vissute gli aneddoti e perchè no i ricordi che ci hanno trasmesso i nostri genitori quando magari a tavola fra uno sbuffo e l'altro si degnavano di parlare un po' con noi..ecco la parola giusta..."degnarsi"...si degnarsi di parlare....oh anche qui sembra che parliamo tanto...ma se tiriamo un po' di somme...di cosa o con chi parliamo veramente??!
....è questo il male del secolo...ma non di questo secolo...ma di tutti i secoli....l'incomunicabilità fra persone...persone che si ritengono amiche....persone che appena si conoscono...persone e basta...allora bisogna dare uno scossone a questo bagaglio che ci portiamo appresso e che ci porta inevitabilmente a distanziarci sempre più l'uno dall'altro...comunicare è bello...è piacevole...e perchè no anche molto arrendevole a volte...ma forse è proprio di questo che abbiamo paura....di arrenderci...si di arrenderci ad un dialogo che ci farebbe scoprire...umani!!!!!

                                                                                                                 

                 andrea.. e le favole.

       ….mi piacerebbe saper scrivere una favola pensò andrea mentre seduta a tavola cercava con lo sguardo uno dei suoi figli…chissà dove si sarà cacciato lamberto pensò alzandosi in piedi..è il più piccolo…ma è anche il più vivace.
..nel dir questo dentro la sua testa il braccio le si impigliò sulla tovaglia azzurra e…patapumfete..tutto cadde rovinosamente a terra.
Andrea si mise le mani fra i capelli…belli i miei capelli pensò in un attimo la donna mentre la sua bocca si atteggiava ad una smorfia di rabbia e di disgusto per tutto quel terrore che vedeva davanti a se…ed ora chi lo sente dario pensò mentre la sua mano destra andava di nuovo a riavvivare quel nugolo di capelli che portava in testa.
..mamma mamma che è successo??!!..eccolo il suo piccolo lamberto..pronto spada in resta ad aiutare la sua mamma…ma la mamma in quel momento non aveva bisogno di aiuto..la mamma in quel momento avrebbe voluto mille volte restar sola…ma chi glielo diceva a quel piccolo frugoletto di appena tre anni che sua mamma aveva bisogno della solitudine dei suoi pensieri??!...non è facile spiegare ad un figlio cosi piccolo che una mamma è anche una donna che qualche volta sente il bisogno forse incongruente agli occhi degli altri di uno spazio tutto proprio dove immergere la testa fosse solo per qualche minuto.
Si mise ad urlare andrea..improvvisamente..senza un perché apparente…lo fece e nel farlo pianse e rise nel contempo..mentre il piccolo lamberto la guardava fra il serio ed il faceto..
Se lo ritrovò vicino..seduto per terra accanto a lei..mentre un cumulo di piatti sporchi li guardava dall’alto dei loro pensieri non lavati..
…mamma mi racconti una favola?!?..
una favola?!? Pensò andrea…con tutto questo macello lui vuole una favola…e fra poco viene suo padre..no no non c’è tempo per una favola adesso..
fattela raccontare da sonia..dai vai..io..io..vedi è tutto in disordine e debbo riassettare prima che venga tuo papà..
ma mamma..dai….io..io voglio una favola…e mentre lo diceva tirava su con il naso come se fosse la cosa più importante da fare in quel momento.
Andrea fu invasa dalla rabbia per quel piccolo frugoletto che ignaro e incosciente le chiedeva una favola in quell’attimo che lei..già che lei doveva…e dietro quel “dovere” ecco che l’urlo le spuntò di nuovo in gola..
Dovere dovere dovere…e mentre diceva mentalmente quella parola nella sua testa l’urlo pian piano sparì…andrea quasi quasi se ne dispiacque..guardò lamberto…ascoltò i passi di sonia che venivano verso la cucina…e…raddrizzò le gambe e si mise comodamente seduta in terra accanto a suo figlio che non la smetteva di tirare su col naso…
…che cosa è successo??! Disse sonia allargando le braccia proprio come avrebbe fatto suo padre al rientro vedendo la tovaglia da una parte i piatti dall’altra pezzi di bicchiere sparsi per il pavimento e molliche di pane a non finire che sembravano ridersela proprio di gusto..
…andrea evitò lo sguardo di sua figlia..e cominciò a raccontare..raccontò di laghi di mari e di fiumi..raccontò di pesci argentei che risalivano la corrente cercando un posto dove vivere..raccontò di draghi e principesse..poi raccontò di se..senza saperlo..senza accorgersene iniziò a raccontare della sua vita…di quando piccolina guardava la sua mamma fare il pane…di quanto le piacesse il profumo delle caldarroste…di quanto l’inverno con la sua malinconia l’attirasse anche oggi che aveva un’età che contava i quaranta…e di quanto il sole fosse suo amico da sempre..raccontò del gatto che ogni sera saliva le scale per rannicchiarsi accanto a lei..raccontò di suo padre..dei suoi fratelli…e di loro stessi…parlò al cuore dei suoi figli senza accorgersene…senza pensare a mille e mille motivi che avrebbe avuto per farlo…raccontò cosi..e cosi all’improvviso fece silenzio, mentre una lacrima prepotente e avida di conoscenza venne a farle compagnia lungo la guancia.
…non se l’asciugò andrea quella lacrima..anzi la tenne tutta per se mentre con la coda dell’occhio vide suo marito rientrare e sua figlia correre a riordinare…
alt…ferma le disse….stai ferma..vieni siediti accanto a noi…la mia favola ancora non è finita…vi voglio raccontare il seguito…e cosi dicendo strinse lamberto al cuore che ci si rannicchiò felice succhiandosi il pollice..sonia si fermò ma rimase in piedi mentre dario entrava nella stanza.
..che sta succedendo qui??!..la sua voce baritonale infranse l’aria..ma sonia non se ne accorse..andrea non lo ascoltò e lamberto sorrise a suo padre.
..la mamma mi racconta una favola papà..vieni vieni a sentirla anche tu..vieni dai mettiti seduto con noi.
Sonia si sedette fra lo spigolo della tovaglia e un piatto rovesciato..dario rimase in piedi accanto alla porta..lo sguardo pieno di rimprovero…ma silente come non mai.
..e andrea riprese il filo interrotto..e di nuovo fu mattino poi la sera calò mentre la voce di andrea risuonava dolce e sicura fra le pareti di quella casa diventata troppo fredda per i troppi doveri accumulati..e furono di nuovo montagne incantate…furono di nuovo laghi ghiacciati..furono di nuovo streghe folletti e fate…fu di nuovo la magia di un incanto.
..non sapevo sapessi raccontare cosi bene disse dario mentre la sua mano passava fra i capelli di andrea..
era seduto accanto a lei…sorrideva e la stringeva forte a se con lo sguardo mentre il piccolo lamberto si era addormentato e sonia guardava fuori dalla finestra il sole che andava a dormire.
….sicuramente andrà su un prato..sussurò la ragazzina spolverandosi di dosso una polvere che non aveva.
Chi??! Chiese suo padre attirandola a se e facendole il solletico.
Ma il sole no?! E rise rise sotto quelle mani che adorava…le mani del suo papà.
..porto a letto lamberto disse dario alzandosi in piedi e prendendo fra le braccia quel piccolo sorriso che ancora stava succhiandosi beato il suo pollice..e..è stato bello stasera…dovremo farlo più spesso andrea..dovresti più spesso insegnarci a sorridere di più…magari domani rovescio io tutto in terra e poi..poi io racconterò una favola…e cosi dicendo si allontanò con le spalle meno dolenti per la fatica di una giornata.
…..si mamma è stato bello...mi piace ciò che hai raccontato..non sapevo che avessi avuto un gattino da bambina…mamma ne prendiamo uno??
….andrea sospirò…era stato facile e felice..era stato l’attimo di un momento..un momento che si era prolungato sino a sera…e pensando ancora ai laghi ai monti al mare ai folletti e alle fate fece si con la testa..abbracciò sua figlia…e con il pensiero si riavvivò i capelli scomposti..mentre la sua mano li scompigliò disordinatamente dentro il sorriso di una famiglia appena ritrovata….e la tovaglia il bicchiere ed i piatti finalmente…si addormentarono….per sempre!!!

      

 

   La lepre e il cacciatore

scritta e ideata da njara

Ho viaggiato per mari e monti
ho attraversato strade impervie
ho assaggiato il sapore di un lago
ho bagnato i miei piedi 
in torrenti pieni di spine
ho bevuto l'acqua amara della vita
ho mangiato capre 
che non conoscevano pascoli
ho vissuto cosi per anni interi 
senza conoscere nient'altro 
che la miseria di una donna
ho vissuto senza capire, 
senza intuire il tuo volto di donna
ho vissuto?
Non lo so... forse...
ma sono un uomo dice lui
un uomo che non sa d'esistere
e se tu...
se tu 
volessi insegnarmi la vita 
dimostreresti il tuo coraggio di donna
parole con un senso 
ma parole senza senso 
se a dirle è un uomo 
che non conosce la strada di casa 
perchè non conosce il proprio nome
parole senza senso 
se a riceverle 
è la donna 
che ha bevuto l'acqua amara della vita
un'acqua 
che l'uomo le ha offerto 
in una brocca d'oro rame
un'acqua insapore, 
inodore, 
ma cosi piena di veleno                                                                                           
da toglierle il respiro.
Se solo tu mi insegnassi, 
se solo tu mi dicessi 
se solo tu.. 
la donna guarda il suono di quelle parole
un suono acuto, strano, 
un suono che non conosce campane 
ma solo rintocchi
il suono sinistro di una tagliola 
che sta per chiudere le sue fauci 
intorno alla lepre spaventata.
Una lepre 
che aveva voluto cercare un po' d'erba fresca 
una lepre che aveva accarezzato il suo cacciatore
un cacciatore che possedeva un fucile invisibile
e una tagliola coperta d'erba fresca
un cacciatore che aveva ucciso la sua lepre
e aveva pianto per la stessa
facendola rivivere mille e mille volte
per poi ucciderla 
ucciderla ancora
finchè la lepre stremata
non alzò il muso, 
scostò l'erba fresca
invitò il cacciatore al banchetto
gli dette una sedia su cui sedersi
un tovagliolo per non sporcarsi
e imbracciato il fucile lo uccise.

                                                     

 

          Il bambino e la sua ombra..

     ....uhhhh guarda come sono alto grida il bambino rivolto alla sua ombra sulla spiaggia..è felice quel bambino..gli basta un sorso di sole e un'ombra allungata per giocare felice e ridere un po'...un gattino passa sulla strada..un lampione lo illumina...è faticoso il suo cammino...si guarda un po' in giro...poi alza gli occhi verso una finestra...una donna lo saluta...lui coda fiera e diritta cammina ancora un po'....chissà se i gatti pensano e son felici si domanda la donna alzando la mano e sorridendo a quel pelo grigio e bianco...un'onda si deposita sulla spiaggia assolata di ferragosto..mille bagnanti sono li a guardarsi prendere il sole...pochi sorrisi e molte risate che non hanno nulla a vedere con la risata di quel bambino che solitario sa giocare ridendo con il sole...un'ombra si allunga..è quella di un passante che raccoglie il gattino e lo stringe a se...la donna è ancora li..alla finestra..osserva la scena ed è felice di vedere che quel gattino ha qualcuno che gli tenga compagnia...un morbido pelo le accarezza le gambe...la donna si volta..vede una coda che si attorciglia sulle sue gambe..si china..prende in braccio un micetto adombrato di sonno...se lo porta vicino al viso ed in silenzio gli chiede...sei felice??!?...il gattino si abbandona fra le sue braccia..fa una fusa poi si divincola e scende un po'....si sei felice..ma vuoi esere libero di essere ciò che sei...ciò per cui sei nato...ciò che non sarai mai...la donna si allontana dalla finestra..pensa al gattino in strada..pensa al passante...pensa al bambino sulla spiaggia...alla sua ombra...e chiudendo gli occhi saluta il sole con un sorriso..felice!!!!

 

                                e ci fermiamo qui..mi gira la testa giostraio..ma quanto diamine l'hai mandata veloce sta' giostra..urca ho parlato in dialetto..chissà ora è meglio riposarsi..si ok me ne andrò a stendermi la..sotto quel grande moro in cima alla collina..ehi ehi njara..io non ho voglia di fare tutta quella strada..vieni..vieni qui..sediamoci a questo tavolino..ma si dai beviamoci un altro caffè..e chissà che qualcuno non ci raggiunga a farci..compagnia.

 

..njara