..solo una piccola pagina..un piccolo quaderno senza righe ne quadretti è questa pagina di internet..un internet che ho conosciuto a poco a poco e che mi ha condotto qui..ad aprire un sito..il mio sito..che oggi domani ieri sempre e un giorno in più di sempre vuole rendere omaggio alla persona..in questo caso ai nonni..a tutti quei nonni che hanno vissuto e vivono spesso all’ombra di figli a volte troppo appariscenti..di nipoti che sanno chiedere soltanto senza mai guardarli in viso ed avere tempo di ascoltare le loro storie di vita..

oh ma questa l’abbiamo già sentita..dai mamma smettila..dai nonna per favore..devo uscire..

papà..il solito racconto..scusami ma ho da fare..sai il lavoro..nonno e dai..ci sono gli amici che mi aspettano..e cosi via..giorno dopo giorno..minuto dopo minuto non c’è mai tempo per la persona…ma c’è sempre tempo purtroppo per chiedere..si per quello purtroppo c’è sempre tempo..ma cosi poco tempo..per ascoltare..il racconto di una vita..la loro..per noi.

 

..njara

 

                                                            

 

 

 

Giuseppe e la zappa..

 

  racconto scritto e pensato da njara

 

 

    ..se ne stava li a guardare con la zappa in mano pronta all’uso il tramonto estivo giuseppe..

giuseppe era il suo nome ma mai sarebbe stato il suo cognome..a lui non piaceva giuseppe..lo aveva subito come nome lo aveva umiliato quel nome..persino i suoi genitori lo prendevano in giro tanto era brutto e buffo quel nome che apparteneva ai tempi che furono.

Giuseppe alzò gli occhi al cielo..occhi grigi ed ingrigiti dal tepore dell’inverno..erano passati tanti anni da quando lui aveva acceso il suo sorriso al mondo ed ora forse se ne stava andando senza aver lasciato dietro di se tracce del suo ricordo.

Nonno nonno che fai sogni??

La voce di ulderico alterò i suoi pensieri che distratti se ne andarono a rintanarsi in un angolo del suo cervello.

Che strana famiglia la mia pensò giuseppe con un sorriso a dir poco soddisfatto.

Gli piaceva pensar male della sua famiglia..lo faceva sentire vincente e forse anche un po’ vittorioso..ma in quel momento suo nipote lo stava reclamando a gran voce e per lui non c’era tempo di continuare a pensare.

Ehi nonno..la non..

Ma che sta dicendo pensò giuseppe in un frammento di pensiero..la nonna?? Ma quale nonna?? Marta è tanto che è volata in cielo..la mia marta..

Si voltò e guardò suo nipote con fare di rimprovero.

I morti si lasciano in pace ulderico..ricordatelo…e si rimise a zappare mentre il cielo si andava sempre di più ad imbrunire nel sole d’agosto.

Nonno..ho ancora una nonna..

È vero pensò giuseppe..la madre di mia nuora..non me lo ricordavo più..mhhh penso proprio che sia giunta l’ora di andarmene anche io con la mia marta..che ci sto a fare ancora a questo mondo..non mi ricordo le cose e nemmeno le persone..e poi sono stanco..stanco ed inutile..sono solo un vecchio brontolone che non sa dove dirigere lo sguardo..e posò la zappa accanto a se.

Nonno..accidenti ma che hai oggi..dai vieni in casa che la cena è sul tavolo…questo mi ha mandato a dire nonna…enrica.

Già..nonna enrica..brutta donna.

Questo però me lo ricordo..e cominciò a ridere mentre una goccia di pioggia gli invase il viso abbronzato.

Che fa piove??

Ma se c’è stato il sole fino ad adesso..certo che questo tempo è proprio matto.

Vengo vengo..non c’è bisogno di continuare a chiamarmi ul..

Non ce la fece..no non ce la fece proprio a terminare quel nome perché un dolore lancinante al petto fermò tutti i suoi pensieri e lui si trovò stramaledettamente steso a terra.

Senti le urla dei vicini che stavano arando il loro campo..senti le grida di suo nipote..senti anche la sirena della polizia..poi non senti più nulla..

Ma che c’entra la polizia pensò giuseppe lasciandosi avvolgere da una luce calda calda..mica sono un ladro o un assassino..mi ha preso solo un colpo..ecche accidenti sarà??

Ahahah giuseppe sei sempre il solito vecchio brontolone e anche un po’ rincoglionito..

Marta..sei tu marta??

Ma dove sei che non ti vedo..

Certo che non mi vedi..sei morto.

Morto??

Ma dici sul serio??

Davvero sono morto??

E allora perché non ti vedo..sei morta anche tu.

Io??

Ma tu sei pazzo..io non sono morta..sono viva..vivissimaaaaaa…ahahahahahahahaha

E la strana voce spari in un lampo per riprendere un tono ancora più sarcastico poco dopo..

Giuseppe alzati dai che è ora di andare a scuola..

A scuola??

Ma mamma..sono vecchio ormai per andare a scuola..e poi marta ha detto che sono morto..quindi a scuola non ci posso andare di certo..

E giù un’altra risata..stavolta però meno denigratoria.

Giuseppe tu mi farai morire di crepacuore..ma come ti ho dato tutto quello che potevo darti..una bella casa dei campi da arare e seminare e tu..tu vuoi entrare in seminario..ma ti sei ammattito per caso??

E le voci continuarono impersistenti nella mente del povero giuseppe che caraccolando si dirigeva verso casa.

Io non ho più una casa..è tanto tempo che non ho più una casa..

Povero vecchio è malato di alzheimer.

alzheimer?? E che cos’è l’alzheimer si chiese giuseppe in un filo di voce.

Ma dove mi trovo?? Dove sono?? Chi mi ha portato qui??

Ero con la zappa in mano sino a cinque minuti fa..

Il mio campo..dov’è il mio campo??

E ulderico..che fine ha fatto ulderico??

Nonno nonno svegliati..è ora di cena..e dai nonno..mi vuoi spaventare..ti vuoi svegliare..nonno..nonno..nonnooooooooooo…

La voce di ulderico spezzò tutti i rami degli alberi circostanti..piangeva povero figliolo..urlava come un pazzo disperato..e come poteva essere altrimenti..lui era li..morto ai suoi piedi..non sul letto..ma..

Nonno..

Giuseppe si affacciò al mondo in un mattino di fine novembre quando la bruma alzava gli occhi spiritati al cielo per affondare le sue radici in una terra incoltivabile..

Giuseppe giuseppe..è ora di andare scuola..

Giuseppe..ti amo.

Marta..marta..dove sei??

Sono qui accanto a te..dai che hai fatto un brutto sogno..era solo un brutto sogno..vieni andiamo a far colazione..

Il latte è pronto sul tavolo giuseppe..il caffè è caldo come piace a te..vieni giuseppe..vieni..

Ma giuseppe non si mosse..giuseppe rimase in piedi accanto alla sua zappa sotto il sole di agosto a pensare a pensare a pensare..mentre ulderico lo chiamava a gran voce la sua marta se ne era andata per sempre e lui..bhè lui non poteva rimanere sulla terra ma non poteva nemmeno andarsene fin quando..

Eccolo li il nostro giuseppe..arrabbiato..confuso con la vita e con i suoi pensieri..ma non matto..non malato di alzheimer..solo confuso dai ricordi dai rimpianti e dal troppo lavoro durato una vita..e mentre ulderico ancora lo sta chiamando giuseppe sorride pensando che in fondo qualcosa ha lasciato al mondo..la sua zappa..i suoi ricordi..il suo lavoro..e la sua voglia di vivere dentro un campo..tutto da seminare.

 

                                                                     

                                                                                                                                                                                        

                         

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per me sono fonte di gioia..mi auguro però di non 

farvi un torto prelevandole per inserirle accanto alle mie parole.


testi : njara