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UN NATALE TUTTO MIO...     gif di natale     shhh..è natale!!                  

scoccini & adottini di natale   

        

        SHHHH...E' NATALE!!!

 

 scritta pensata ed ideata da njara

       

 

         lei era li..seduta al pianoforte a strimpellare un motivetto che avrebbe poi inviato alla sua casa discografica..ma elèna pensò che di case discografiche non ne conosceva nemmeno una e mentre lo pensava sorrise fra se per quel moto di illusione che si era imposta nella sua mente.

sarebbe stata una cantante di successo..anzi una cantautrice di successo..e perchè no di fama mondiale..e già si immaginava seduta al centro di un palco illusorio mentre milioni di fan l'applaudivano incoscienti..

lei poi si alzava dal piano..si inchinava verso il pubblico ringraziando mentalmente tutti quegli stolti che le permettevano una vita lussuosa.

le mani si chetarono..nessuna musica si alzò ancora nell'aria ed elèna sospirò.

niente palco..niente fan..niente applausi..niente lusso.

si guardò intorno elèna..guardò il sofà sdrucito..la sedia rappezzata..e la macchina da cucire pronta a terminare un paio di pantaloni per suo figlio maggiore.

l'aveva chiamato marco un giorno di otto anni fa..

che dolori quelli del parto pensò la donna mentre si avvicinava alla macchina da cucire..

si sedette..ma non era come sedersi al piano..oh si certo era bravina nel cucire..era brava nell'inventarsi toppe o lunghezze di pantaloni..o allargamenti degli stessi..prendeva tutto elèna..tutto quello che gli altri le donavano..

chi con gentilezza..chi con peregrinazione..chi con sufficienza..

era povera e non se ne vergognava se non c'era qualcun altro a farglielo notare..e quel qualcun altro era stato il suo compagno di vita per lunghi anni.. anni in cui la miseria non era mai entrata nella sua casa...e allora come mai qualcuno si chiederà ora elèna era povera??

ci sono modi..ci sono maniere per ridurre una persona sul lastrico..magari andandosene via di casa e portando con se tutti gli agi possibili..oppure torturando le notti ed i giorni di persone che non amano discutere o illudersi sul da farsi..insomma elèna era stata lasciata in bolletta da suo marito..un marito che un giorno di qualche anno prima se ne era andato di soppiatto come fa un ladro che entra a mezzanotte per rubare il rubabile..

avvocati..giudici..nessuno l'aveva ascoltata..suo marito era troppo pieno di soldi per permettere che qualcuno ascoltasse lei..ed elèna un giorno se ne era fatta una ragione..aveva preso da parte suo figlio maggiore..

a quel pensiero di quel maggiore le si strinse il cuore..

marco allora aveva solo cinque anni..come si può chiamare maggiore un bambino di cinque anni abituato a denaro..giocattoli..stanza privata e lussuosa..come si può dire ad un bambino di cinque anni che da quel momento in poi lui non avrebbe avuto più nulla??

eppure elèna ci era riuscita..o forse marco era diverso da quel che si può immaginare un bambino di lusso..

ed erano andati avanti..lei..marco..simone..e samuele..tre figli..un singolo e due gemelli nati dopo un parto anche esso molto travagliato..e lui?? si insomma..lui il signore della porta accanto..ma non accanto accanto su di un pianerottolo fatiscente..ma quello che dormiva accanto a lei..o per meglio dire quello che aveva dormito accanto a lei per alcuni anni..

se ne era andato..semplice no??

cosi come era semplice bere un bicchiere d'acqua..lui aveva aperto la porta e se ne era andato..mandando poi avanti stuoli di avvocati..per farla andare via di li..e ci era riuscito il bell'imbusto..ed elèna ed i suoi figli si erano ritrovati in una casetta di un piano piccola piccola..carina è vero..ma piccola piccola..con un piccolissimo assegno di mantenimento sulle spalle.

lei aveva provato a cercarsi un lavoro..ma i bimbi erano piccoli..troppo piccoli per essere lasciati soli..troppo costosa una baby sitter che si poteva occupare di loro..

elèna non aveva studi in mano che le permettessero curriculum da favola..lei non aveva potuto studiare perchè la sua famiglia non poteva permetterselo..elèna aveva solo la sua musica..e le sue mani pronte a cucire vestiti su vestiti per gli altri..ed ecco che si era improvvisata sarta per tirare avanti la baracca..ma di soldi non ne entravano tanti per sfamare..per vestire lei e i suoi bambini..e lui..lui non si occupava di loro..lui viveva alle bahamas lui..e lei in una piccola casa ad un piano..

si strofinò la testa quasi a scacciare quei brutti ricordi di pensieri..e si mise a cucire in tutta fretta quel paio di pantaloni che sarebbero serviti a marco l'indomani che era natale.

accidenti pensò..nemmeno un albero ho potuto permettermi quest'anno..

la pagherò domani..ma quei domani erano sempre lunghi da arrivare..

c'era chi le portava delle uova..chi delle bottiglie di olio come ricompensa dei suoi lavori..ma di soldini pochi ne entravano nelle tasche di elèna.

eppure i suoi bambini erano felici..lei vedeva i loro sorrisi tutti i giorni..e si chiedeva come potevano essere felici con un barattolo di vernice come gioco..o con un cavallino snodato datato di tempi andati..

eppure erano felici..lei lo sapeva..lei lo sentiva.

la macchina da cucire fece uno strano rumore..l'ago si era impigliato sulla stoffa e non se ne voleva andare.

elèna fu presa da un strano singhiozzo..no..non poteva la sua macchina da cucire rompersi proprio in quel momento..domani era natale accidenti e lei..

si alzò arrabbiata delusa e frastornata..si mise alla ricerca di uno scatolone che sapeva di possedere in qualche angolo della casa..

cercò..cercò all'infinito in quella piccola casa ad un piano..poi improvvisamente lo trovò..lo aprì e...

c'era c'era c'era...iukùùù si disse sospirosa..c'eraaaaa..

quasi un urlo di disperazione le uscì dal cuore..poi un filo..un altro..un rocchetto un altro..dei bottoni..spille a meraviglia..un ciondolo..aghi fili colorati ed un puntale di non so quale epoca..una stoffa verde..un ago rosso..mille aghi rossi e tante spille dal cuore colorato..ed elèna si improvvisò scultore..pittore e sarta all'infinito..ed ecco che la luce si affievolì per lasciare posto ad un giorno ancora da nascere..ed elèna ammirò il suo capolavoro..un piccolo albero dipinto e scolpito su una stoffa colorata di verde..mille palline di aghi di fili intrecciati di spille dalla testina colorata apparvero davanti ai suoi occhi..occhi stanchi quelli di elèna..occhi innamorati della vita quelli di elèna..occhi che si chiusero per un momento sopra un tavolo pieno di fantasia e di amore per se stessa e per i suoi figli..

un tintinnio..una voce..una musica si alzò nell'aria..la finestra si aprì..una folata di vento entrò nella stanza di quella casa ad un piano..il pianoforte si mise a suonare..milioni di applausi circondarono l'aria..ed elèna si svegliò con uno sbadiglio e con il cuore più leggero..

la stanza era in ordine..non più fili..non più aghi..non più rocchetti colorati..ma solo i suoi figli che la guardavano dall'alto dei loro pigiami.

bhè che succede?? chiese la donna imporporandosi le gote.

mamma mamma vieni a vedere urlò simone come impazzito.

cosa?? cosa dovrei venire a vedere urlò elèna mentre seguiva i suoi figli.

questo mamma.

fuori dalla loro porta c'era di tutto e di più.

pacchi colorati..abeti pieni di palle colorate..mille e mille cose da mangiare e...c'era un cestino li sotto ad uno di quegli alberi..un cestino che attirò l'attenzione di elèna..ci andò vicino..scoprì quel cestino e...

tanto denaro..li dentro c'era tanto di quel denaro che elèna pensò di stare ancora dormendo..

ma..ma chi..

la gente mamma..la gente..quella a cui tu hai cucito le cose..quella a cui tu hai fatto dei  piaceri..quella che tu hai invitato alla nostra tavola pur restringendoci tanto tanto disse marco piangendo..mamma mamma anche noi oggi possiamo festeggiare il natale come tutti..mamma mamma mi ascolti??

ma come si può ascoltare un ragazzino in tutta quella meraviglia pensò elèna strappandosi un sorriso..

ma come si può credere che il natale possa compiere un cosi grande regalo per chi sino a cinque minuti prima non aveva nulla se non la propria pelle da indossare??

eppure erano li tutte quelle cose..non c'era nessuno intorno se non lei ed i suoi figli e quel piccolo cane che scorrazzava da una parte all'altra.

e quello chi è??

c'era anche quello mamma..un regalo..un dono..

un regalo..un dono..lei ne aveva fatti a milioni senza rendersene conto..ed ora..

ed ora zitti..silenzio..la favola di natale è terminata..e tutto a natale può accadere..tutto tutto tutto..ma ora silenzio..la neve sta per scendere..il sole sta per illuminare un nuovo giorno..il caminetto arde la sua legna..e noi tutto in coro non possiamo altro che dire...

 

 

shhhhh...è natale per tutti..anche per noi!!!!

 

..njara

 

 

                                                                                         

                                                                                                                          

                                                                         

 

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testi : njara