questa è una pagina dedicata alle vostre storie personali..sarò lieta di inserire i vostri racconti..le vostre emozioni e i vostri sentimenti..nonchè le foto dei vostri animali...

qui sotto troverete una tag-board in cui lasciare i vostri pensieri..la vostra emozione..i vostri sentimenti..i vostri appelli...

 

Eravamo rimasti orfani del nostro "TOBY" ...la casa era vuota, ci mancava quella presenza che al nostro arrivo correva da noi per riempirci di baci e di coccole. Lui aveva lasciato un immenso vuoto nella nostra casa. erano trascorsi due mesi ormai e la tentazione di prendere un altro cane era sempre più grande. Lo volevamo simile a Toby, un cane "fantasy" dove c'era lo zampino di un coker e di uno springer. Questo perchè in questo modo poteva fare il cane da caccia (mio marito è cacciatore) ...cavoli adesso chissà quanti lo malediranno. (Tengo a precisare che il suo essere cacciatore è un pretesto per alzarsi prestissimo la mattina andare nelle nostre stupende vallate e camminare fino a sfiancarsi, assaporando i profumi della natura ...di cacciagione a casa ne porta pochissima). Torniamo al cagnolino da caccia ...e da divano. Dopo svariate ricerche siamo riusciti a trovarlo. Non vi dico che bestialità abbiamo visto dove il piccolo cuccioletto era nato. C'erano papà, mamma e sorellina tutti in un piccolo recinto pieno di fango ed erbacce, tutti e quattro continuavano a grattarsi. I due cuccioletti erano scheletrici. Portandolo a casa, in macchina, il piccolo vomitò un pezzo di polenta. MA DICO IO ....si può dare ad un cuccioletto di 35 giorni pezzi di polenta??? Ma questo non è tutto, la cestina che lo conteneva diventò tutta nera di pulci, il suo musetto biondo era nero e brulicante di quelle bestiacce. Naturalmente abbiamo subito cercato di mettere rimedio a questo problema, purtroppo i troppi parassiti gli avevano fatto ammalare l'intestino ...è stata dura riuscire a guarirlo. Il veterinario ci diceva che non ce l'avrebbe fatta ...era troppo malconcio. Ma noi ci abbiamo provato e lo abbiamo curato e rimesso al mondo. Quando "PEPE" era ammalato, andava in crisi, gli mancava la mamma, allora lo prendevo fra le braccia e lui mi succhiava il dito indice come se fosse stato un ciuccio. E' diventato SUPER COCCOLONE ...viene sempre a cercare coccole e contatto fisico ...non è possibile riuscire a non volergli bene. Compirà 7 anni il 22 di agosto.

Donatella  (toscana)

                                                                                                              PEPE

                  

 

                                                                                              

Igor il più grande amore della mia vita mi ha lasciata un anno fa, è stato un cane fantastico, un vero capo branco, equilibrato e saggio, forte come pochi davvero unico. Lo prelevai da un canile della provincia laziale, anzi l’ho riscattato, perché nessuno lo voleva perché troppo dominante, per di più poiché mangiava più di tutti gli altri cuccioli veniva malmenato dal guardiano del canile che lo legava e gli dava le poche briciole che gli altri lasciavano, lo faceva perché altrimenti lui si sarebbe mangiato tutto. Aveva circa 7-8 mesi quando lo portai via da quel lager, e non nascondo che all’inizio ero spaventata, perché era il mio primo cane ed io non avevo alcuna esperienza in campo, ma vivere con lui è stata un’avventura fantastica, mi ha insegnato così tanto! Ho vissuto per 11 anni vicino ad un grande capobranco che mi ha rispettato come io ho rispettato lui, mi ha amata al di sopra di ogni cosa, mi ha guardata come nessun uomo mi ha guardata mai, viveva per me ed io vivevo per lui: sempre pronto a difendermi dal mondo intero, come io difendevo (semmai ce ne fosse stato bisogno) e curavo lui, sì perché ben presto si ammalò di epilessia e non fu facile, come non fu facile quando andavamo nei parchi dove lo portavo a correre (all’epoca vivevo ancora a Roma), e lui giocando sottometteva tutti gli altri cani, anche due, tre insieme, ma lo faceva senza aggressività, giocando imponeva il suo status; abbiamo vissuto sempre insieme, non lo ho mai lasciato, mai una vacanza, mai nulla, undici anni di vita in comune. Vicino a lui, la nostra dolce Laila che ora vive insieme ad altri 2 cani, che pendeva dalle sue labbra, soccombeva il suo status senza mai obiettare, senza mai un lamento; cara dolce Laila! Ora sei tu a “comandare” il gioco con i due moschettieri ma il tuo Igor ce l’hai sempre nel cuore, lo so. Poi un brutto giorno di circa 3 anni fa Igor si è ammalato di ipoglicemia da causa sconosciuta, abbiamo vissuto 3 anni fra la vita e la morte: collassi continui, tremori improvvisi ed io giù a buttarti in gola, zucchero, miele e quant’altro mi capitava fra le mani; mangiavi in continuazione e per questo ti eri ingrassato tantissimi ed eri diventato apatico e stanco, finché il 27 giugno del 2007 quella crisi terribile, la corsa dal veterinario che ti ha fatto ben 3 flebo di glucosio, ma il tasso nel tuo sangue non voleva alzarsi e la sentenza terribile del veterinario; io ho capito, ci siamo guardati ed ho capito Igor, non volevi più, non ce la facevi più, eri stanco. Ti ho rimesso in macchina, siamo andati a casa, hai salutato tutti ma continuavi a star male cadevi continuamente, così tu, Maurizio (mio figlio) ed io siamo ripartiti, io e te sui sedili posteriori, io che piangevo a dirotto e tu che mi asciugavi le lacrime, incredibilmente tu mi davi coraggio, abbiamo fatto tutto il viaggio abbracciati finché siamo arrivati; tu sei sceso dalla macchina, con grande serenità sei entrato e ci è voluto tutto il mio coraggio, ho dovuto mollare il mio egoismo di volerti vicino ad ogni costo, di curarti e ti ho adagiato su quel lettino tenendoti stretto…. Fino alla fine Igor, fino alla fine: tu, Maurizio ed io per sempre. Ora vicino a noi e a Laila ci sono Tango e Nutella, solari bellissimi e giovani, li amo tanto, ma di un amore diverso, ogni volta che si ama è diverso, loro sono nel mio cuore ma tu sarai sempre la mia stella, il mio più grande amore. 

Ecco Njara l’ho scritto tutto d’un fiato piangendo, l’ho fatto perché so che tu capirai e che mi sei vicina. Grazie amica mia, grazie di essere quello che sei, grazie di fare quello che fai. Con tanto affetto e gratitudine Rossana (Lazio)

 

                                                                                                                      IGOR

    

                                               LAILA                                                                                                                       TANGO

         

                                                      TANGO E NUTELLA

                          

 

                                                                                               

 

Ciao njara, ecco la storia di Biscotto e Saponetta. Raccontare la storia di Saponetta richiede un passo indietro rispetto al giorno del suo arrivo.Il mio amatissimo gattone rosso KusKus di 12 anni, era affetto da F.I.V da un paio d'anni, lo avevamo curato al meglio delle nostre possibilità con l'aiuto dei nostri veterinari e anche con una terapia poco conosciuta che in quel periodo di tempo gli aveva permesso di avere una vita leggermente migliore rispetto alla sua grave malattia.Ai primi di novembre del 2005, dopo una brutta ricaduta, era in casa da circa 15 giorni così da potergli somministrare la terapia, i veterinari in quell'occasione non ci avevano dato più molte speranze e ci avevano detto di prepararci a dover decidere per lui.Stavamo molto male a quel pensiero. Sera del 7 novembre, da qualche giorno stava un po' meglio e chiese insistentemente di uscire ci guardammo, mio marito ed io, non sapevamo cosa fare ma sapevamo benissimo che non lo avremmo mai privato della libertà di vivere la sua vita che aveva avuto fino a quel momento... aprimmo la porta lo accompagnammo fin giù sulla strada ci guardammo e poi guardammo lui che ricambiò il nostro sguardo in un modo che interpretammo come un addio... se ne andò con quella sua camminata particolare lenta e tranquilla, non si girò come faceva di solito per controllare se lo seguivamo... fu l'ultima volta... non è più tornato, aveva scelto un altro modo ed un'altro luogo per morire.L'ho comunque atteso, inconsciamente lo attendo ancora oggi, e ho detto che non avrei mai più voluto animali perché si soffre troppo quando se ne vanno, a maggio dello stesso anno anche la nostra Micia se n'era andata finendo sotto una macchina. Arriva così il 30 novembre, mio marito sta lavorando presso un'azienda agricola sul lago d'Iseo, come al solito mi telefona all'ora di pranzo e mi racconta che in quella azienda ha visto un gattino molto piccolo e denutrito che mangia lo sfibrato che mangiano le vacche perché i suoi fratellini lo allontanano dal cibo, mi chiede se può portarlo a casa... mi fa pena pensare a quell'esserino ma gli dico di no, è ancora troppo fresca la mancanza di KusKus e poi non voglio più soffrire.Cerca di convincermi ma sono irremovibile. Mi richiama nel tardo pomeriggio dicendomi che al ritorno dal pranzo ha portato con sé un pezzo di torta per me ma arrivato in azienda quel gattino gli si è avvicinato facendo le fusa e lui ha preso un po' di quella torta e gliel'ha data...ci si avventato letteralmente addosso divorandola in un battibaleno, dopo di che non lo ha più abbandonato, lo ha seguito per tutto il pomeriggio ovunque andasse, stava vicino a lui anche mentre stava saldando... "lo porto a casa, non mi interessa cosa ne pensi tu, io lo porto a casa!"Tentai di oppormi ma fu irremovibile.Quando arrivò aprii la porta e mi mise in braccio quel piccolo batuffolo bianco e rosso tanto magro e tutto ossa, non so perché mi venne fuori "saponettina quanto sei magro" e Saponetta rimase di nome e di fatto.L'indomani lo portai dal veterinario e mi disse che era un gattino di circa due mesi denutrito ma sano e che si sarebbe ripreso presto... con tanta pappa e affetto e così fu!  Ancora oggi ridiamo di gusto ripensando alla scena del risotto.Saponetta era con noi da circa una settimana ed era tanto piccolo che non ce la faceva a salire da solo sulle sedie dovevamo tirarlo su noi.Una sera feci del riso in bianco, arrivando dalla cucina dovevo appoggiare il pentolino sul tavolo ma non avevo ancora toccato il tavolo che Saponetta ci era già saltato dentro... mio marito lo tirò fuori aveva il riso attaccato da tutte le parti muso zampe coda, era uno spasso.E quella volta che gli stavo mettendo giù la ciotola della pappa e anziché addentare la pappa addentò il mio pollice e non lo mollava?Era una fame antica la sua e non faceva distinzione il dito o la pappa non faceva differenza... l'importante era mangiare... però non mi ha mai rubato nemmeno un pezzetto di carne... anche se devo stare attenta ai dolci tipo crostata ehhhh! quelli sono proprio a rischio con lui in giro...Oggi Saponetta ha quasi tre anni ed è dolcissimo anche se è un grande simpatico imbranato e...guai a chi me lo tocca!!! La storia di Biscotto invece è più tragica.Ai primi di agosto 2006 dopo cena decidiamo di andare a fare quattro passi lungo le mura del paese, al ritorno ad una cinquantina di metri da casa vediamo che c'è qualcosa in mezzo alla strada... avvicinandoci ci accorgiamo che è un gattino... è stato investito, non c'è più nulla da fare purtroppo... malediciamo quell'automobilista, e lo mettiamo nel campo sottostante le mura.Commentando il fatto ci avviamo verso casa ma pochi metri più avanti c'è una strada laterale e guardando da quella parte vediamo qualcos'altro in mezzo alla strada "non sarà mica un'altro gatto?" pensiamo e andiamo in quella direzione, man mano che ci avviciniamo abbiamo l'impressione che si muova... prendo subito il telefonino per preparare il numero del veterinario...ecco ci siamo lo vediamo... non è un gattino... sono due... uno purtroppo è morto anche lui investito l'altro molto più piccolo sta cercando di mangiarlo... è una scena cruenta e terribile lo so ma è ciò che avevamo davanti. Mio marito cerca di staccare il piccolo ma non molla facilmente la presa è troppo affamato!Finalmente lo stacca e lo mette a terra porta via l'altro e mi dice di andare a casa a prendere da mangiare al piccolo.Vado e torno in un fulmine, il micino si è rintanato nella vecchia casa abbandonata dove è nato.Appoggio la ciotola e lo chiamo ma non faccio in tempo a dire mic.... che è già dentro la ciotola che mangia avidamente..... ho deciso! Quel gattino verrà a casa con noi prima che faccia la fine dei suoi due fratellini.La nostra famiglia è così aumentata ma... Saponetta come l'avrebbe presa? Non volevo certo farlo soffrire portandogli in casa un'altro gatto, così Biscotto per qualche giorno rimane sulla scala interna di casa, preparo una scatola di cartone ci metto dentro un vecchio cappello come lettino, le metto un po' di latte nel coperchio di un barattolo di marmellata, la sabbietta in un portavasoe lascio aperta la porta di casa... tanto è talmente piccola che non ce la fa di certo a fare i gradini e salire.La notte la passo lì, seduta sul pianerottolo a controllarla e a controllare che Saponetta non le faccia del male, ma non ha nessuna intenzione di fargliene si mette sdraiato vicino alla scatola e la lava e coccola,dopo di ché si addormenta anche lui tenendo una zampa sulla zampa di Biscotto che dorme dentro la scatola (aveva anche provato ad entrarci ma era troppo piccola per lui) Il giorno dopo consueta visita dal veterinario, Biscotto ha poco più di un mese ma è come se avesse una quindicina di giorni tanto è denutrita, diagnosi: eliminazione delle tante pulci, sverminazione, pappa e tante coccole... nessun problema, è sana! Decido di lasciarla ancora sulla scala per qualche giorno, il tempo che Saponetta si abitui ad avere tra i piedi quella piccola gattina che già dimostra un bel caratterino intraprendente e sale la scala in un batter d'occhio, così metto una barriera davanti alla porta per non farla ancora entrare, ma lui non è d'accordo e prendendola per la collottola la porta in casa scavalcando a più riprese a quel punto è chiaro che la vuole vicino...Va bene, le preparo un piccolo recinto con delle tavole qui in casa, più che altro perché è talmente piccina che penso "se va in giro per casa chi la ritrova"  le porto su la sua scatola ed il suo cappello e la metto lì, in quella che chiameremo villa Biscotto.Il recinto è bello grande e ci sta anche Saponetta, non la lascia sola nemmeno un attimo se la lava e giocano insieme, le insegna ad usare la lettiera, è comico vederlo dentro quel  portavaso dove sta solo con due zampe  mentre lei ci si perde.Ancora qualche giorno e Saponetta decide che è ora di farla uscire: la prende per la collottola e saltando le tavole la porta fuori mettendola sulla sedia o sul divano dormendole vicino... è fatta Biscotto è ufficialmente parte integrante della nostra famiglia. Sono passati due anni dal quel giorno ma i miciottoli sono sempre inseparabili dove è l'uno c'è anche l'altro, mangiano nella stessa ciotola ed insieme, se ne metto due più piccole: prima mangiano in una e poi nell'altra!Se per caso Biscotto perde di vista Saponetta piange cercandolo e lui accorre, è stato ed è una mamma premurosa ed attenta... sì...  insomma... qualche volta anche a lui girano i santissimi e la caccia via lavandole insistentemente le orecchie... a lei non piace e se ne va, ma anche lei non è da meno quando lui insiste a lavarla lo allontana con la zampina proprio come farebbe un bimbo finché lui non la capisce e se ne va.... sono una forza.Chi li vede chiede se sono madre e figlio... come ho raccontato non lo sono e vengono da due luoghi diversi e lontani tra loro, ma sono identici: bianchi con macchie rosse della stessa tonalità... la tonalità di KusKus... Concludo questo mio racconto con una storia che ebbi modo di leggere qualche giorno dopo l'arrivo di Saponetta.Si racconta in Perù, o giù di lì, che quando muore qualcuno a cui vogliamo bene e nello stesso periodo nasce un gattino bianco, questi altro non è che la reincarnazione di colui a cui volevamo bene, io non so se è vero ma mi piace pensare che Biscotto e Saponetta ci abbiano riportato KusKus e Micia e che siano qui con noi oltre che nei nostri cuori insieme anche a Panta e Tani. Questa è la loro storia, la storia di animali che non avrei voluto perché ho paura di soffrire ancora ma se penso a ciò che mi danno e mi hanno dato i mici che materiamente non ci sono più ma che sono vivi nel mio cuore, ne vorrei altri perché ciò che sanno dare in cambio del mio affetto per loro, è molto grande!Sono esattamente 14 anni che non ci allontaniamo da casa per più di una giornata per non lasciarli soli o lasciarli a qualcuno, se mio marito ed io usassimo la macchina per i viaggi li avrei abituati a venire con noi ma visto che con la moto non è possibile rimaniamo con loro.Non sto dicendo che è così che si deve fare, ma per contro non si devono lasciare soli o peggio abbandonarli per andare in vacanza! Adottare un animale è bello ma non fatelo mai sull'onda dell'emozione...nemmeno leggendo o ascoltando i racconti di altri perché come tutti coloro a cui vogliamo bene richiedono attenzione e dedizione non si possono lasciare quando abbiamo altro da fare, non sono dei peluche, hanno sentimenti ed emozioni e soffrono basta saperli guardare negli occhi per capirlo. Ok! ho terminato, ti mando le foto dei vari loro passaggi decidi pure tu quali usare.Vuoi sapere l'ultima che mi hanno combinato?Erano circa le 4 e mezza di stanotte, dormivo alla grande..... all'improvviso un frastuono tremendo...oddio il terremoto, una bomba, crolla la casa....mi fiondo giù dal letto gridando "che succede?" realizzo che il rumore  che ho sentito e che sto ancora sentendo non è nulla di ciò che ho pensato... meno male... ma allora cos'è? mi sveglio bene e capisco: Biscotto che ha l'abitudine di infilarsi da tutte le parti si era infilata nel sacchetto della plastica che avevo lasciato in cucina e uscendo era rimasta incastrata nel manico e spaventata correva con il sacchetto appeso al collo per tutta casa facendo un rumore infernale..... l'avrei strafulminata. un abbraccio ernesta

 

                                                                                                   BISCOTTO E SAPONETTA

                             

 

                                                              

 

                    

 

                                                                                                                 

 

Ciao amore mio,abbiamo avuto troppo poco tempo da passare insieme perché il cancro ha voluto divederci e si è preso velocemente la tua vita… Avevi solo 7 anni ma sono stati anni davvero intensi che nessuno potrà mai cancellare dal mio cuore e dalla mia mente. Le nostre corse, le gite, le gare, i tuffi in acqua, le passeggiate sotto la pioggia… sono immagini che continuano ad accompagnarmi ogni giorno in qualsiasi momento… mi manchi e mi mancherai sempre… Sono passati solo 3 mesi e perdendo te ho perso tutto perché tu eri la mia fedele compagna di vita, perché mi hai amata come non mi ha mai amata nessuno. Ora che sei in paradiso fa che la tua anima possa proteggere la nostra Shelly perché anche lei è tanto triste e non ha più voglia di vivere… non sai quanto vorremmo raggiungerti lassù ma non ne abbiamo il coraggio. Ciao Shaira, prima o poi ci rincontreremo… aspettaci! Daniela Floris & Shelly (sardegna)

 

  shelly e shaira

 

              

 

                                                                                  

 

 

 

 

 

                                                                               

 

 

 

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mi auguro però di non farvi un torto prelevandole per inserirle accanto alle mie parole.

testi - njara